[glux] [OTŧ]Castighi cinesi

Massimo massimo.colombo@interbusiness.it
Mon, 27 Jan 2003 17:08:08 +0100


Sorry ma non ho saputo resistere!!

> ----- > > I TRE CASTIGHI CINESI
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Un tizio arriva in una pensione e chiede al padrone se ha una stanza per la 
notte.

Il padrone e' un vecchio cinese di 120 anni che e' appena arrivato da Pechino 
e gli risponde che ha solo una stanzina al terzo piano vicino alla stanza di 
sua figlia, ma che gliela puo' dare lo stesso. Pero' avverte:

"Se qualcosa succedele con figlia di cinese, cinese applicale tle castighi 
allo stlanielo..."

L'uomo promette solennemente che non succedera' niente con la figlia e accetta 
la stanza.

All'ora di cena scende le scale la figlia del padrone, che nella fattispecie, 
e' una bonazza cinese di 18 anni  formosa e sensuale.

Durante tutta la cena la ragazza non toglie gli occhi da dosso al tizio, il 
quale, pero', non smette di pensare alle parole dette dal padre.

Arrivata, pero', l'ora di andare a dormire, la tentazione e' piu' forte e il 
tizio finisce per andare nella stanza della ragazza dove passa una notte di 
sesso furioso.

Alla fine, stanco morto, ritorna nella sua stanza e si addormenta.

L'indomani mattina, al risveglio, l'uomo si ritrova una roccia enorme sul
 corpo, con un biglietto che dice:

"Plimo castigo cinese: loccia sul colpo".
Il tizio pensa che se questo era il peggio che il vecchio potesse fare, tutto 
sommato non e' poi un granche'.

Cosi' si alza, acchiappa la roccia e la butta dalla finestra.
Nello stesso momento in cui la roccia sta cadendo, il tizio osserva che sul 
bordo della finestra c'e' un'altro biglietto che dice:

" Secondo castigo cinese: loccia legata a testicolo destlo".

Vedendo che la corda e' quasi finita, il tizio non ci pensa su due volte e
si butta dietro alla roccia. 
"In fondo", pensa: "meglio qualche osso rotto che una palla in meno".

Mentre sta cascando all'altezza del secondo piano c'e' un grande cartello
con su scritto:

"Telzo castigo cinese: testicolo sinistlo legato a gamba di letto!"

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Alla prossima.
	Massimo Colombo