[RELug] Serata Trashware : resoconto

Wilk wilk3ert@gmail.com
Mer 8 Lug 2009 14:41:13 CEST


Il giorno 08 Luglio 2009 12.35, Daniel Volanti <daniel.volanti@gmail.com> ha
scritto:

>    > Io ad esempio odio con tutto il mio cuore network-manager
>
> Posso chiedere una spiegazione per quest'odio verso Network Manager?
> E' un problema di funzionalità?
>
> Chiedo un vostro parere perchè sinceramente non ne capisco il motivo e
> non siete gli unici che si lamentano di questo applicativo.
> A me funziona tranquillamente e, posto che se ho bisogno di riconfigurare
> parametri di rete vado da shell, mi sembra anche fatto bene.
>
> E' solo una domanda per capire.
>
> Bye
> Daniel
>

Semplicemente fa i capricci :P
Ho avuto parecchi problemi col network manager: ad esempio a volte non mi si
connetteva, senza capirne il perché, a certe reti; altre volte, dopo
un'ibernazione, non si riconnetteva e via discorrendo.
In particolare i problemi nascono con le reti wireless, mentre con quelle
ethernet va benissimo.
Attualmente uso wicd e in casi più estremi il mitico wpa_supplicant :D

Il giorno 07 Luglio 2009 20.45, Marco Bertolini <bertolini@tlc.unipr.it> ha
> scritto:
> Dopo lungo silenzio mi permetto un consiglio non richiesto.
> Una delle cose più interessanti apportate da Ubuntu è di aver dato
> visibilità a un nome che (in ambito desktop) si associa ormai quasi
> direttamente a Linux (sto parlando dal punto di vista di una persona
> media, no del nerd che scrive sulla lista di relug :)
>
> Ora, visto che Ubuntu ha ormai un nome riconoscibile che è anche simbolo
> di "Linux per non smanettoni" o di "Linux che funziona", qual'è il pro
> nel farsi una distro personalizzata?
>
> Nota, non sto dicendo che in alcuni casi non sia una buona idea (vedi il
> caso dell'azienda di cui parlava Pitte), ma se il tutto si risolve
> nell'installare 5 programmi e cambiare uno sfondo, _secondo me_ il gioco
> non vale la candela. E non penso che sia una buona idea perchè, se tu
> proponi a qualcuno un cd di Ubuntu, è possibile (ancorchè non probabile)
> che questo qualcuno ne abbia già sentito parlare e vi associ delle
> caratteristiche positive (es. "facile da usare"). Se al contrario gli
> dai un cd di Relubuntu, hai la certezza _assoluta_ che il tuo
> interlocutore non ne abbia mai sentito parlare e dopo hai voglia
> spiegargli che è una "distribuzione derivata" di Ubuntu ecc. ecc.


Ma infatti non ho mai detto "Realizziamo una Relubuntu e sostituiamola
all'Ubuntu ufficiale"...
Semplicemente ho detto che si potrebbe personalizzare una distro di Ubuntu e
offrirla come ulteriore alternativa: metti caso di avere una sezione
"Download" nel sito del RELUG e trovarti di fronte a due link. Il primo
riguarda la versione ufficiale di Ubuntu, mentre il secondo ti permette di
scaricare Ubuntu personalizzata dall'associazione RELUG, spiegando in breve
cosa cambia e cos'è stato aggiunto.

Il bello è che l'avevo anche detto in un'email precedente:

Fare una Relubuntu non penso cosa possa esserci di male, anzi.
> Significherebbe configurare una distro con i programmi scelti da noi e
> sarebbe interessante da proporre, ma non dare obbligatoriamente da
> quella ufficiale ;)


Sì, le ultime due righe sono un po' incomprensibili ora che rileggo
attentamente, ma il significato è quello sopra esposto ;)


> Riassumendo. Mi domando, è un buon investimento di tempo/fatica farsi
> una distribuzione o forse vale la pena di sfruttare il lavoro fatto da
> altri per imporre un nome, anche se questo richiederà installare qualche
> software aggiuntivo? Non conviene concentrarsi sul far conoscere quello
> che c'è già piuttosto di presentare ancora un'altra alternativa a
> qualcuno che per le prima volta prova linux?


Ah perché attualmente in che cosa lo si utilizza il tempo?
Se uno propone un corso viene bersagliato da "paletti" :P
Quando ci si incontra da Lollo si fanno sostanzialmente due cose: mettere a
posto dei PC (assemblarli e installarci Linux, oppure risolvere alcuni
problemi) e chiacchierare in compagnia.
Non credo proprio che la creazione di una distro personalizzata possa
togliere del tempo all'associazione, anzi penso proprio che l'aiuterebbe a
utilizzarlo in maniera più profiqua ;)

Però ribadisco, nel caso fosse sfuggito, che una tale distro sarebbe
un'alternativa da proporre assieme alla distribuzione ufficiale di Ubuntu e
NON al posto di essa.
E sia chiaro che questa è un'idea buttata lì, non una reale proposta di
progetto ;)

Il giorno 07 Luglio 2009 19.35, Matteo Pitte Bondavalli
<ilpitte@gmail.com>ha scritto:
> Cambiando argomento vorrei esortarvi a provare e soprattutto a FAR
> PROVARE la distro gnewsense, una delle poche distro supportate dalla
> fsf poichè completamente libera.
>
> aloha
>
> Pitte


Invece, io sconsiglierei gnewsense: da quel che ho capito tale distribuzione
non supporta il software closed source.
Se è così, è altamente sconsigliabile installarla su quei computer dove vi
sono solo driver a codice chiuso per la scheda video (una a caso :D), oppure
quelli open source non riescono a sfruttare al massimo le potenzialità del
dispositivo (vedesi motore 3D).
Quella distribuzione funziona bene su computer dove i driver per le varie
schede sono open source e che sfruttino a dovere i vari dispositivi,
altrimenti si rischia di ritrovarsi una macchina con certe limitazioni.
Se invece gnewsense permette di installare anche dei driver closed source,
allora ci si potrebbe dare un'occhiata ;)

Tu l'hai già provata per caso?
Se sì, com'è?

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