gitg revisionato

Mario Calabrese mario.calabrese@gmail.com
Mar 22 Set 2009 18:23:32 CEST


Il 22 settembre 2009 10.25, Andrea Zagli <azagli@libero.it> ha scritto:
> Il giorno lun 21 set 2009 22:21:08 CEST, Mario Calabrese ha scritto:
>>
>> [...]
>
> tre cose:
>
> - non mandare ogni volta il po revisionato

Ok. Ho fatto riferimento alle istruzioni di maledette bugie dove non
c'è scritto di non mandare il po revisionato, ma per la verità non c'è
scritto neanche di mandarlo. Diciamo che, nel dubbio del principiante,
l'ho rimandato ogni volta. Bene, ora so che non si fa.

> - non mandare mail in html

Ahimè, sono spesso fuori e senza il mio computer personale dove ho il
mio client di posta elettronica configurato col mio indirizzo e-mail,
e dove è facile configurare i messaggi in html OR plain text. Ora, per
dire, sono da dieci giorni in Francia, e sto lavorando sempre su
webmail: tutto quello che posso fare è - quando scrivo un messaggio -
di usare gmail in modalità "testo normale" piuttosto che in quella
standard (formattazione speciale).

> - siccome in anjuta ci sono un bel po' di stringhe relative al git, forse
> converrebbe mettersi d'accordo sui termini (per esempio in anjuta per adesso
> ho tradotto stash con recesso; milo non era molto d'accordo quindi penso
> convenga aprire delle discussioni di questo tipo)
>
Bene, apriamo la discussione (ma non so se va fatta qui o su
gnome-it-list). Rimanendo nel tuo esempio, e come avevo già scritto,
sintatticamente parlando ho trovato stash all'interno del modulo
inteso come: sostantivo, aggettivo, verbo. Nella mia prima,
provvisorissima traduzione, avevo pensato che potessero diventare
rispettivamente: cache, nascosto, nascondere. I primi due revisori mi
hanno fatto notare che non era una buona idea: uno dei due suggeriva
di lasciare stash invariato. Sottoscrivo e spiego perché.
Nella terminologia corrente, stash significa mettere da parte qualcosa
nascondendolo, oppure luogo nascosto (verb: "..to put away something,
in a secret place, normally for safekeeping or for a future use" ;
noun: "hiding place, cache"). Etimologicamente parlando, è l'unione
dei due termini stow (riporre, ripostiglio) e cache. I francesi, qui,
traducono facilmente come cache-caché-cacher, ed hanno buon gioco, è
un termine ampiamente usato in gergo informatico, e probabilmente
rende il senso di quello che è uno stash in un software git. Ma in
italiano? Davvero ogni possibile traduzione mi mette in grande
difficoltà. Anche recesso non mi sembra corretto. Per cui, io credo
che la cosa migliore sia lasciarlo invariato.
Altro caso rognoso era push (da local branch a remote branch):
ovviamente il letterale "spingere" non rende l'idea. Né spostare. E'
una operazione che mi ricorda quella che si fa quando si sincronizzano
oggetti (file o altro) da locale ad una risorsa remota, tipo server
ftp; quindi una possibile traduzione può essere forse "invia da locale
a remoto" o giù di lì. Ma anche questo per adesso è rimasto non
tradotto.
Se ci sono altre discrepanze con anjuta non so, è un modulo bello
lunghino e non l'ho letto tutto. In ogni caso, sì, sono ovviamente
d'accordo sul fatto di cercare una armonizzazione/coerenza sui termini
all'interno di moduli diversi.

M.


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