quo vadis? (un po' lungo)

max@mail.studiomasson.it massimo@mail.studiomasson.it
Mar 28 Feb 2006 23:02:55 CET


Questa mail non ha nulla a che vedere con linux, ma non l'ho messa OT.
Probabilmente ha molto a che vedere con GNU/Linux, a scelta!

Ad ogni modo, condivido qualche considerazione con voi, perchè vorrei 
sapere cosa ne pensate.

Sto leggendo molte cose in rete su come sta cambiando l'informatica e la 
telematica in questo periodo ("in rete" è peraltro già significativo. 
Non esistono molte altre fonti di informazione che trattino 
esplicitamente gli argomenti di cui parlo...). E vedo che moltissime 
cose stanno cambiando, così diversamente da quanto avrei potuto 
immaginare non molto tempo fa, che alcune preoccupazioni si fanno spazio 
nei miei pensieri.

Di cosa sto parlando? Di tante cose. DRM e TC in primis, non tanto dal 
punto di vista delle "limitazioni", quanto dal punto di vista della 
"sottrzione della libertà di scelta" all'utente (nonchè di privacy, 
quella reale, in futuro...), ma anche di come cambia la rete, tanto in 
termini di "decisioni" dei provider su come gestire il traffico dei 
propri utenti (priorità e cose varie, ma senza che l'utente possa 
decidere nulla), passando per le ultimissime attività di censura 
legalizzata, come capita solo in cina e pochi altri paesi al mondo, non 
dimenticando l'interesse nascente di alcuni "big" nello spremere soldi 
da ogni bit (inteso come unità atomica d'informazione binaria).

Beh, non era questo che mi aspettavo. Anzi, dopo aver conosciuto 
l'informatica libera non molti anni fa, mi aspettavo di andare sempre 
più in direzione della libertà e dello scambio di idee. Ma mi pare di 
percepire una massiccia movimentazione in direzione opposta.

Quando ho occasione ne parlo con gli amici appassionati d'informatica, 
quelli che "mi possono capire", ma spesso vedo reazioni perplesse ed 
alcuni "maddaì" (di solito accompagnati a commenti tipo: "figurati se 
non craccano anche il TC, non comprendendo: (1) che il problema non e' 
craccarlo ma non dover essere obbligati a farlo per poter "pensare", e 
(2) che probabilmente  le carte in tavola cambieranno così radicalmente 
che solo via software sarà improbabile...), e soprattutto vedo che 
sfugge la sensazione di perdita di libertà a scapito di variegati 
"tecnicismi".
Fino a sentirmi dire che ho una visione apocalittica del futuro, e mi 
preoccupo troppo.

Però noto che di queste cose anche tra "noi" che bazzichiamo il sw 
libero se ne parla pochetto, e in ML non passa granchè. Vorrei capire se 
solo io sono "preoccupato" per la direzione che alcune cose stanno 
prendendo, o se ci sono altri che non la vedono così limpida.

E, nel caso ci fossero altri preoccupati, mi domando se non sarebbe il 
caso di "parlare" un po' di più di queste cose, di "fare cultura" 
(inteso sempre come far conoscere le alternative) di modo che si possa 
conoscere un po' di più il mondo che stiamo costruendo.

Anche perchè ritengo che questo tipo di attività sarebbe uno dei più 
nobili ed istituzionali ruoli che un lug potrebbe avere, ed una delle 
più significative iniziative che si potrebbero intraprendere.

Io mi sono appena un po' sfogato.
Voi come la pensate?

Come sempre, grazie della pazienza,
Max.


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