[gl-como] [Fwd: [hackmeeting] i racconti dello zio ginox: il cielo e' grigio, penso piovera']

Pietro Bertera gl-como@lists.linux.it
Sat, 24 May 2003 22:07:23 +0200


La situazione diventa grigia..

ciao

-------- Original Message --------
From: - Sat May 24 21:46:20 2003
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Subject: [hackmeeting] i racconti dello zio ginox: il cielo 
e' grigio, penso piovera'
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Date: Sat, 24 May 2003 00:48:09 +0200

Se vogliamo abbattere l'avversario, dobbiamo proporzionare 
il nostro
sforzo alla sua capacita' di resistenza. Questa si esprime 
col prodotto
di 2 fattori: entita' dei mezzi disponibili e forza di volonta'.
Von Clausewitz

E' accaduto il peggio, nel senso che dopo l'incontro di 
domenica scorsa,
l'hiroshima ci ha ripensato, all'incontro ultimo e 
conclusivo hanno
sollevato un
sacco di obiezioni sul lasciarci in gestione il posto, che 
veniva di
fatto
ceduto a noi per quattro giorni, usando come scusa il fatto 
che non
vogliono
tenere aperto 24 ore, per mille problemi, che non esistavano la
settimana
prima, ma ora si'.
insomma ci hanno sbattuto la porta in faccia, l'altro ieri, 
giovedi'
pomeriggio,
dopo averci un po' illuso.
capita, d'altra parte noi torinesi siamo abituati a vivere 
nella nebbia,
che un po' tutto confonde,
ed in situazioni che da un momento all'altro peggiorano e 
diventano un
disastro.

il problema e' che dopo un venerdi' di consultazione e di 
scleri ci e'
rimasta
una sola possibilita' aperta che e' il comune di grugliasco, 
dato che
quello
di collegno non si e' piu' fatto sentire ed anche noi, ormai 
convinti di
avere
un posto, non abbiamo piu' insistito.
ci danno una risposta lunedi', se e' negativa non abbiamo un 
posto.
la radio non ha ottenuto nessun posto dal comune per la 
propria festa,
che
avverra' comunque ridotta a 4 giorni, grazie alla gentile 
ospitalita' di
uno spazio concerti in una periferia torinese. Ma il posto 
e' veramente
troppo piccolo e noi non ci stiamo.

abbiamo sbagliato a valutare, probabilemente non avremmo dovuto
prenderci
la responsabilita' dell'hackmeeting in un periodo cosi' 
difficile nel
quale nonostante la grande "forza di volonta'" l'entita' dei 
mezzi
disponibili
e la nostra capacita' di influire sulla realta' che ci 
circonda sono
cosi' ridotti.
diciamo che l'avversario in questo caso ha saputo 
surclassarci senza
neppure troppo sforzo.
ci scusiamo con tutti: abbiamo messo in campo quello che 
avevamo, ma
sinora
abbiamo perso.

Vi chiediamo comunque di darci ancora tempo sino a lunedi' 
dopo di che
abbiamo pensato a due possibilita', leggetele entrambe fino 
in fondo
e diteci sinceramente cosa ne pensate.

1)

Noi non possiamo domandare ospitalita' ne' al gabrio ne' 
all'askatasuna.
Torino e' divisa da una linea immaginaria, che la spacca a 
meta',
essenzialmente disobbedienza da una parte e tutti gli altri 
dall'altra.
noi da sempre tentiamo di collaborare con tutti gli interessati
alle nostre tematiche e di non finire in quest'ottica di 
guerra tra
schieramenti,
di scazzi, ecc... che comprendiamo, ma dalla quale non 
vorremmo essere
fagocitati.
terminato l'hackmeeting noi torinesi continuiamo a vivere a 
torino:
scegliere uno dei due posti e fare l'hackit all'interno di 
uno dei due
significa
che pochi/nessuno dell'opposto schieramento partecipera' 
alla cosa.
significa rischiare di vanificare in un botto il lavoro che 
portiamo
avanti
da anni.
Un anno fa sarebbe stato forse diverso perche' la situazione 
sebbene
tesa
non era cosi' ai ferri corti, la gente non si legnava ai 
cortei in
maniera
cosi' evidente.
Attualmente siamo forse piu' del comitato chiapas, che 
utilizza locali
del
gabrio, ma fa spesso iniziative con l'askatasuna, l'unica 
realta'
torinese
che conti contatti e collaborazioni su temi specifici con tutti.
L'hacklab
per chi di voi non lo sapesse ha sede al gabrio, ma ha 
collaborato un
po' con tutti, dagli anarchici all'autonomia, e' in buoni 
rapporti con
la
radio e con la maggior parte dei posti occupati.
tutto cio' a torino e' anormale.
a noi piace la nostra anormalita' e non vogliamo barattarla 
per fare
l'hackit
a tutti i costi.
dunque quello che abbiamo pensato se la lista ci supporta e' 
che se vi
piace
di farlo a torino noi proveremmo ad occupare un posto per quella
settimana.
le forze non sono tante ma se vi interessa se ne puo' 
ragionare anche se
i tempi sono stretti.
Abbiamo pensato ai mille problemi che questa cosa comporta, 
pero' allo
stato attuale non abbiamo altre proposte per la nostra 
citta', se non
questa
la cui fattibilita' concreta ci riserviamo di analizzare in 
settimana,
appena sappiamo, lunedi', se sara' necessaria oppure no.


2)

Poiche' pero' comprendiamo che la situazione torinese siano 
problemi
nostri
e solo nostri e la lista possa giustamente dire "ma a noi 
che cazzo ci
frega
della linea immaginaria, noi volevamo fare solo l'hackmeeting".
abbiamo anche pensato che se altre realta' tipo i romani di 
acrobax, che
comunque organizzavano un'iniziativa nazionale per il week end
successivo
se la sentono di farsi carico della cosa, noi cediamo il 
passo, corriamo
a roma e li aiutiamo a fare l'hackit li' da loro. Nel senso 
che chiunque
voglia salvare la situazione che abbiamo creato, sbagliando
probabilmente
a valutare la nostra capacita' di resistenza agli assalti di 
quello che
un bravo poeta definiva il "demone che alita su Torino" e fa 
di noi
torinesi
degli esseri buffamente depressi, ecco chiunque possa fare 
qualcosa
vincera' 5/6 torinesi da schiavizzare a proprio piacimento (da
sottolienare
che in quanto abitanti del ex parco giochi della fiat siamo 
abituati
a lavorare su 3 turni senza fermarci mai, e mantenere alta 
la produzione
anche sul lungo periodo ) :)

questa era la parte collettiva della mail, cioe' la parte di 
riassunto
di quanto ci siamo detti questa sera a torino.

ora due righe mie personali.
io penso di non essermi mai agitato tanto in un mese per 
ottenere cosi'
poco.
personalmente mi sento un po' in colpa per aver lasciato la 
lista in
stallo
cosi' a lungo, per non aver saputo valutare sin da subito che le
peggiori
prospettive possibili sarebbero state anche le uniche ad 
avverarsi.
quindi non so che dire se non chiedervi scusa.
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