[ld-idee] R: Re: Gianni: note su Linux day

Giovanni Croci g.croci73@gmail.com
Dom 12 Feb 2012 21:12:05 CET


Grazie, non pensavo di sollevare tutti questi commenti.

Bene!!! perchè comunque il confronto aiuta a crescere e migliorarsi sia nel
lavoro che nella vita.

 Andiamo per ordine:

 *Roberto Guido: Si puo' provare al prossimo incontro, dubito resteremmo
entro tempi accettabili (ci abbiam messo tre ore solo per parlare del Linux
Day, se aggiungiamo anche tutto il resto finiamo alle 4 del mattino :-P )
ma nel caso possiamo fissare un altro appuntamento periodico.

Durante il resto dell'anno attivita' ce ne e', da qualche tempo sto
cercando di tenere aggiornato http://calendar.lugmap.it/ con gli annunci
che intercetto su Planet LugMap, bene o male ricadono sempre sotto le
stesse categorie (corsi e serate tematiche) ma uno scambio di pareri e
pratiche male non puo' fare.*

 Non sarebbe una cattiva idea organizzare degli incontri di tanto in tanto
per confrontarci sulle nostre attività, certo che il
calendar.lugmap.itaggiornato è già un bella cosa. Al riguardo è
possibile contribuire
avvisando Roberto sulle iniziative che abbiamo conoscenza.


 *Alessandro Rubini: No, non si puo` parla di risparmio e basta. Il
risparmio e`
secondario, e non credo che chi suggerisce _per il bene dell'azienda_
di usare sistemi migliori debba poi accollarsi la formazioni, magari
pure gratis.  Il punto vincente e` affrancare l'azienda dai vincoli
impostigli dal distributore di software.  Se questi vincoli non
vengono sentiti, se e` normale che ogni due mesi la macchina vada
reinstallata perche` e` invasa dai virus, se l'azienda e` felice di
pagare il pizzo ogni due anni per ricomprare gli stessi bit che aveva
gia` comprato, se sono tutti contenti di non poter aprire piu` i
vecchi documenti perche` i bit nuovi sono gli stessi ma incompatibili,
allora il promotore del software libero perde il suo tempo.*


 Verissimo se non fosse che per quanto riguarda la realtà dove lavoro
spesso non si accorgono nemmeno che uno dei server è stato <<martellato>>
da qualche software malefico. Tanto mentre loro lavorano tranquilli e beati
sulla macchina di emergenza noi dobbiamo nel più beve tempo possibile
riparare la falla. Lavorando in terminalizzazione l'impatto dei virus sulla
postazione locale è minimo.


 *Stefano Fraccaro: Il discorso poi della percezione della qualità del
software dipende anche da
quanto riusciamo a conoscerlo / sfruttarlo. Quindi la formazione o un
minimo di
affiancamento (anche via email) qui è fondamentale.

Penso che la strada per portare ad una maggiore adozione passi per le guide
e
videoguide, possibilmente nella propria lingua nativa, che consentano a
chiunque di utilizzare lo strumento libero senza troppi intoppi iniziali. In
ogni caso bisogna sempre rimarcare il valore etico del software, ricordare
il
nostro passato, per guardare con serenità al futuro. Chi dimentica la
propria
libertà è destinato a perderla.*



 Infatti è stato grazie alle guide che ho fatto la formazione su Open
Office (al tempo era il pacchetto più diffuso ora convertito con
LibreOffice) e WebMail (abbandono di Outlook: eresia totale). Dispense che
ho fatto personalmente non sapendo della raccolta che hai citato. Molte
informazioni l'ho raccolte dall'Istituto Majorana ma poi per questioni di
tempo ho deciso di fare per conto mio.



 *Stefano Fraccaro: Beh.. se c'è un reparto IT interno potrebbe bastare
anche l'assistenza
volontaristica. Dipende dal tipo di cambiamento che deve essere fatto e
dalla
disponibilità del reparto IT. In genere comunque è meglio una assistenza
professionale.
E poi c'è il detto : fa più casino un albero che cade  che una foresta che
cresce.  Evitiamo di fare casini se è possibile...    :-)*


 Giusta osservazione, ho fatto l'errore di traslare la mia esperienza in
termini generali. In questo caso la formazione l'ho fatta io in qualità di
tecnico formatore regionale grazie anche al finanziamento di un fondo
sociale europeo che ha rimborsato la mia organizzazione delle spese che ho
sostenuto per I viaggi e che ha dovuto sostenere essa stessa per
rimpiazzarmi nel territorio durante l'assenza.

 Poi c'è da dire che la formazione riguardava per lo più prodotti di
back-office e non sistemi server. Quindi la conoscenza professionale e
tecnica richiesta era attestata ad un livello non molto alto. C'è voluta
solo taaaaaaanta pazienza :)

 Per quanto riguarda l'assistenza alle aziende sono pienamente d'accordo
con te. E' imporatnte la professionalità nel momento in cui trattiamo di
sistemi server e la professionalità comunque si paga giustamente a
prescindere dal sistema operativo usato.


  *Roberto Guido: Mi accodo alla discussione (che suona molto come la
classica "Noi siamo belli, gli altri sono brutti, ce lo ripetiamo per
l'ennesima volta su una mailing list frequentata da persone che la pensano
tutti cosi' e siamo contenti") per una domanda: quali sono le dieci
esigenze essenziali di ogni azienda? Indipendentemente da cosa produce,
cosa fa, quanto e' grande e come opera: perche' una azienda ha dei PC con
del software, libero o non libero che sia, che ci gira sopra?
Esempio: contabilita'. Le altre nove?

La domanda e' stupida, e magari scontate saranno le risposte, ma confido
che aiutino a delineare maggiormente il contesto che stiamo trattando in
maniera puntuale anziche' per astrazioni. Almeno per me, che di esperienze
di vita aziendale vissuta ne ho poche ;-P*

  Hai ragione, ho esposto l'argomento in termini astratti. Il problema è
che questi aspetti non possono non essere considerati slegati dalla
struttura e dalla dimensione dell'organizzazione stessa.

Nel mio caso la realtà che seguo come responsabile IT provinciale (che tra
l'altro è la più piccola delle marche..ed anche la più bella – fatemi fare
un pò di pubblicità- ) è formata da circa 80 postazioni suddivise in 8 sedi
di una provinciale (ascoli), una periferica di discrete dimensioni (San
Benedetto) ed il resto piccoli uffici. La sala server è composta da dodici
server, ognuno con il suo compito di cui 11 con il favoloso winzozz 2003
server R2 e l'ultimo brutto e nero (case orribile) con Centos 5. Windows
risulta necessario poichè l'attività consta di più settori, di cui ognuna
ha il suo bell'applicativo con il suo bel database. Gli applicativi alcuni
sono regionali ed altri sono nazionali. Ben 10 programmi attalmente usati
più altri 4 che dobbiamo tenere per legge poichè si hanno dati storici non
convertibili con I nuovi applicativi. Tutti questi programmi fatti da case
diverse, da programmatori diversi, pensati da teste diverse con problemi
diversi. E sono proprio tutte queste gioiose diversità unite alla
'stabilità' dei sistemi windows (è una presa x il c..) che fanno sì che la
mia giornata diventa piena piena non riuscendo a ritagliarmi dei spazi per
approfondire la questione di linux....e poi quel brutto server di centos
non si ferma mai e non ha problemi...come faccio ad imparare se non posso
arrabbiarmi con lui?

 La situazione sta diventando insostenibile e c'è aria di cambiamento e non
a caso martedì 14 partecipo ad un convegno del nazionale proprio sull'open
source. La maggior parte delle realtà 'cadrà dal pero', da noi qualcosa si
è fatto ma comunque è troppo poco. Ho riassunto il più possibile perchè la
realtà è molto più incasinata visto che si intreccia con archivi regionali
ma stasera non voglio pensarci che domattina mi tocca....

 Ah dimenticavo...usiamo servizi di terminalizzazione, quindi ho a che fare
con le economiche cal di windows.


  Grazie a tutti, a presto e Buona serata.


Il giorno 12 febbraio 2012 19:55, Roberto Guido <bob4mail@gmail.com> ha
scritto:

> On 02/12/2012 06:37 PM, stefano.fraccaro@libero.it wrote:
>
>> Ci sarebbero altre considerazioni sulla base della mia esperienza
>>>> quotidiana sul campo ma non e` il caso di dilungarmi oltre.
>>>>
>>>
>>> A me interessa sentirle.
>>>
>>
>> +1
>>
>>  Mi accodo alla discussione (che suona molto come la classica "Noi siamo
> belli, gli altri sono brutti, ce lo ripetiamo per l'ennesima volta su una
> mailing list frequentata da persone che la pensano tutti cosi' e siamo
> contenti") per una domanda: quali sono le dieci esigenze essenziali di ogni
> azienda? Indipendentemente da cosa produce, cosa fa, quanto e' grande e
> come opera: perche' una azienda ha dei PC con del software, libero o non
> libero che sia, che ci gira sopra?
> Esempio: contabilita'. Le altre nove?
>
> La domanda e' stupida, e magari scontate saranno le risposte, ma confido
> che aiutino a delineare maggiormente il contesto che stiamo trattando in
> maniera puntuale anziche' per astrazioni. Almeno per me, che di esperienze
> di vita aziendale vissuta ne ho poche ;-P
>
>
> --
> Roberto -MadBob- Guido
> http://www.madbob.org
>
> --
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