[LUG] Re: Riflessioni su software e sconti [Was: VMWare e la sua proposta]

Luca Villani villo@ferrara.linux.it
Mer 31 Dic 2003 01:46:16 CET


Alle 21:34, mercoledý 24 dicembre 2003, Paolo Conte ha scritto:


> L'etica si occupa di valutare cosa e' "giusto" e cosa no in termini
> astratti, assoluti. Uno dei principi base dell'etica e' quello di
> universalita'. Ora si puo' discutere su questo principio ma, se lo si
> accetta (e la nostra societa' e' basata sull'accettazione
> _fondamentale_ di questo principio), non si puo' discutere sui
> seguenti argomenti: a) l'informazione (termine volutamente
> generalista, da considerare secondo le tre direttrici
> dell'informazione: creazione, divulgazione, ricezione) e' uno dei
> pilastri (diritto e dovere) fondamentali di una societa' civile e
> democratica;
> b) una societa' civile non puo' escludere cittadini dall'esercitare i
> propri diritti.

Una puntualizzazione.

La nostra societÓ, eticamente e come sistema di valori, non pu˛ 
prescindere da due dichiarazioni fondamentali:

- la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino, approvata
  dalla Assemblea il 26 agosto 1789;
- la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, adottata dalla
  Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 Dicembre 1948.

Entrambe le dichiarazioni hanno concorso a formare il substrato etico 
del sistema di valori della nostra societÓ.

Bene, entrambe le dichiarazioni fanno riferimento ad una cosa ben 
precisa, la *proprietÓ* come diritto *inalienabile* dell'individuo.

Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino, articolo 2:

   Il fine di ogni associazione politica Ŕ la conservazione dei diritti
   naturali ed imprescrittibili dell'uomo. Questi diritti sono la
   libertÓ, la proprietÓ, la sicurezza e la resistenza all'oppressione.

Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, articolo 17:

   1. Ogni individuo ha il diritto ad avere una proprietÓ privata sua
      personale o in comune con gli altri.
   2. Nessun individuo potrÓ essere arbitrariamente privato della sua
      proprietÓ.


Quando tu asserisci

> Per cui una societa' civile non puo' imporre dei limiti ad uno o piu'
> cittadini nell'esercitare una o piu' attivita' legate ad una delle
> tre direttrici di cui sopra. Per cui non si possono vincolare
> creazione, divulgazione e consultazione di informazioni.
> Il sw "chiuso" vincola fortemente tutti questi diritti e ne impedisce
> l'usufrutto a gruppi di cittadini (senza motivazioni se non
> economiche). Questo e' in palese ed assoluta contraddizione con il
> principio di universalita' per cui non si puo' considerare
> (all'interno di un ambito dove questo principio viene considerato
> valido) eticamente accettabile sw proprietario.

in realtÓ stai *negando* il diritto alla proprietÓ stabilito da quelle 
due dichiarazioni, in questo caso il diritto del creatore di qualsiasi 
software di scegliere le modalitÓ di distribuzione che preferisce.
E, se permetti, quelle due dichiarazioni sono parecchio pi¨ importanti 
per la nostra societÓ delle dichiarazioni di un Luca Villani o di un 
Paolo Conte qualsiasi. Se non si accetta questo, ci si rifÓ a Proudhon, 
con le debite conseguenze...



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Non ti sembra che questo tuo disclaimer sia in totale contrasto con 
quello che affermavi riguardo alla "informazione libera"?



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