ecco il pot di icewm -- la saga senza fine del men¨

Luca Ferretti tp@lists.linux.it
17 Jul 2002 11:31:48 +0200


Il mar, 2002-07-16 alle 20:12, Francesco Potorti` ha scritto:
>    ╚ vero, non me ne ero accorto, c'Ŕ giÓ stata una discussione. No=
n la ho
>    tra i vecchi messaggi scaricati ma provveder˛ subito. 
>    
> Ne trovi un riassunto a partire dalla nostra pagina.
>  

Letto rapidamente ed abbastanza assimilato.

*Riassunto*
Caso 1: menu - motivazioni a favore
	a) Ŕ tradotto un questo modo da altri programmi/OS
	b) Ŕ indicato come tale sul Garzanti e sullo Zanichelli (se non
rammento male)

*Caso 2: men¨ - motivazioni a favore
	a) Ŕ una regola dell'UMI: le parole tronche vanno _sempre_ accentate (o
meglio all'accento tonico si fa corrispondere anche l'accento grafico)
	b) un po' tutti hanno l'impressione che dovrebbe essere cosý

Errori
Caso 1-a: non Ŕ che la MS sia una azienda libera da errori: se ne fa sul
codice che produce (ed Ŕ quella la sua attivitÓ principale) non vedo
perchŔ non possa compierne anche nelle traduzioni, che d'altro canto non
si sa nemmeno da quale essere umano siano effettuate, si sa solo che Ŕ
"La Microsoft" a fare tutto

Caso 1-b Evidentemente lo Zingarelli e il Garzanti sbagliano. E non Ŕ
che sto folleggiando: come riportato in un messaggio il Garzanti on line
indica "Fonetica [pr. / me'nu /]".
Ora, a parte che da quello che so io sull'IPA (Iternational Phonetic
Alphabet) si dovrebbe scrivere [me'nu] e basta, il fatto di riportare
tale fonetica ha come conseguenza diretta quella di richiere l'accento
sulla u. L'"apostrofo" che in realtÓ Ŕ un particolare (segno) diacritico
[sono dei modificatori, ma non intendo annoiarvi con le convenzioni
dell'IPA, anche perchŔ non ho abbastanza tasti sulla tastiera] che
indica dove nella parola Ŕ posto l'accento tonico. Ad esempio "pane" in
IPA Ŕ scritto ['pa:ne] indicando che l'accento tonico Ŕ sulla 'a' e che
la 'a' Ŕ pronunciata lunga.
Visto che le parole tronche in italiano _debbono_ avere l'accento
grafico, ne concludo che i dizionari sopra citati hanno sbagliato o si
sono affidati ai progammi della MS per la correzione delle bozze.

Caso 2-a,b nessuno

*Aggiunte*
Oltre alla fonetica dovremmo dare anche un po' di riguardo alla
semantica. Ad occhio direi che il termine "men¨" nasce (con l'accento)
in ambito ristorativo. Solo in seguito viene mutuato all'informatica ad
opera di qualche fautore di interfacce grafiche, mantenendo il concetto
di "elenco di scelte possibili", ma perdendo l'accento. Pausa: chi ha
inventato i "menu"? Direi qualche azienda americana. In America
esistono/si usano gli acceno nella scrittura? Direi proprio di no
(pensate semplicemente ai caratteri ANSI, non quelli estesi: non si
_poteva_ scrivere "men¨").
Ed ecco che quello che sarebbe dovuto essere "men¨" Ŕ diventato "menu",
e si Ŕ erroneamente ritorto anche sulla traduzione italiana. C'era un
gioco simili che si faceva da bambini: ci si metteva in cerchio e uno
diceva una parola all'orecchi dell'altro, si finiva il giro e... non mi
ricordi cosa succedesse, ma il tutto era basato sul riascoltare o meno
la stessa parola.

*Conclusioni*
Io voterei per la modifica del glossario da 'menu' a 'men¨'. Anche
perchŔ una buona traduzione dovrebbe avere come caratteristica l'essere
priva di errori grammaticali

Ad ogni modo spero di non aver rianciato una nuova "Guerra dei men¨",
anche perchŔ.... io sono nel giusto ed ho tutti i mezzi per
dimostrarlo:>

PS. Francamente vorrei parlare con l'idiota che ha scritto il Garzanti,
e presentargli la mia professoressa del liceo, ma questa Ŕ un'altra
storia....