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Valerio Di Stefano valeriodistefano@valeriodistefano.com
Sab 30 Giu 2007 17:04:51 CEST


On sab, 2007-06-30 at 10:12 +0200, dado wrote:

> bhè non è mica mia la lista... qui siamo tutti uguali... (come diceva il 
> megadirettoregalattico a fantozzi)

Appunto.
Le liste sono costituite dalla gente che ci scrive (nemmeno da chi è
iscritto, perché conosco liste con qualche migliaio di iscritti in cui,
poi, scrivono sempre in sette o otto) e da quello che la gente si dice.
Il resto non c'è.
Per cui, se una proposta di discussione è vagamente in topic ma ti
interessa confrontarti con gli altri non vedo proprio perché no.
Ti rispondono in uno? Meglio ancora.

> sto proprio aspettando loro... altrimenti che dialogo è... un dialogo tra due 
> persone che la pensano uguale termina subito... al contrario se.... 

Sì, sì, ho capito, ma tutto quello che si può fare è *proporre* un
argomento. Il fatto che altri non dicano la loro su GSD non significa
che non abbiano un'opinione, ma, più semplicemente, che rinunciano a
esprimerla.
Questo dovrebbe dare l'idea di quanta gente c'è, anche nel mondo Linux e
Open Source che è disposta a dialogare davvero su certi temi.
La mia esperienza in queste cose è che non è detto che siccome in un
gruppo ci si occupa di Linux, le persone che ne fanno parte siano tutte
ugualmente disposte a mettersi in discussione. Già, mi dirai tu, ma se
non si discute cosa si fa? Nulla, evidentemente, se gli altri non sono
disposti a fare lo sforzo di spostare il posteriore dalla sedia della
playstation, o le dita dal telefonino attraverso il quale mandano
messaggi totalmente inutili, e spostarsi davanti al computer a esprimero
un'opinione.
Esprimere un'opinione, soprattutto per i giovani, è un esercizio molto
faticoso, quindi ci rinunciano volentieri.
T'aspettavi qualcos'altro? 
O forse speravi nel miracolo che il Guarguaglini scrivesse qualcosa di
diverso da tre monosillabi in croce o qualcosa che abbia a che fare con
il quoting degli altri? :-)

> io se posso rispondo anche a quello che non mi intressa... se posso aiutare, e 
> se lo so!

Sì, capisco bene. Ma, appunto, una volta rispondi dettagliatamente, la
seconda volta rispondi per cortesia, perché magari quell'altro non ha
capito o temi di none sserti spiegato bene, la terza ti girano e mandi
tutto a gracidare con le rane (cioè a putt...).

> > tanti, la punta dell'iceberg. Penso a me, e a quante "tracce"
> > riguardanti i miei alunni posso lasciare sull'hard disk dopo averli
> > cancellati.
> e quanti i miei 30  operatori .. tutti dati sensibili...

No, non ho dati sensibili sui miei alunni. E non lasciamoci prendere dal
panico dei "dati sensibili" che riguardano la salute, gli orientamenti
sessuali, le scelte politiche o religiose.
Tutt'al più posso avere qualche tabella in cui scrivo quante assenze ha
fatto un alunno e se le ha giustificate o no.
Non è un dato sensibile. Ma è un dato che mi girano le palle se qualche
GSD lo va a ricercare anche dopo che l'ho cancellato.

> > Vuoi vietare GPG?? E perché? :-)
> ops... mi è rimasto un 'no' nella tastiera..
> VOGLIONO ... vietare, in america lo è già

Ecco, questa è una cosa interessante che non sapevo.
Chi è che vuol vietare GPG (e, quindi, per traslato, immagino anche
PGP)? Dove hai visto la notizia?
Lo so che negli USA certi algoritmi di criptazione sono considerati alla
stregua di armi. Zimmermann beffò la CIA scrivendo il codice sorgente e
stampandolo come se fosse un libro, e inviandolo al'estero, dove fu
copiato e compilato (non puoi esportare un'arma ma puoi esportare un
trattato in cui dici come si costruisce).

Ad ogni modo, il fatto che GPG possa essere in pericolo mi sembra un
buon argomento per iniziare una discussione da portare avanti per mesi.
Ne va della nostra privacy, quella vera.
Poi, certo, ci sarà sempre chi dirà "Ma io non ho nulla da nascondere né
da temere" ("Ah no? E quei filmini pruriginosi? Quella copia di Office
piratata?" "Favaìni, lo fanno tutti..."), ma anche se siamo in due o tre
secondo me va benone.

> > Il mio anarchismo individualista è uno strumento troppo limitato per
> > riuscire a capire tutto questo. :-)
> si, questo l'ho capito... te un software di groupware non lo installarai mai 
> vero?

No, soprattutto perché non amo particolarmente lavorare in gruppo.
Anche a scuola aborro quei consorzi di colleghi (ma soprattutto di
colleghe) che si sfondano di progetti collettivi e che poi non combinano
mai un tubo di nulla.
In un'ora di lavoro collettivo si riesce a far circolare poco più di un
"Buonasera".
In un'ora di lavoro posso mettere in linea un po' di musica libera per
redistribuirla.
In un mese la gente mi scarica oltre un milione di files (bontà sua!).
Sono strumenti che vanno bene per comunità grandi, i cui c'è bisogno di
scambiarsi files e documenti con una certa celerità e dentro un
determinato nucleo.
Ma mi sembrano un po' come la macchina pr fare la passata di pomodori
della mi' nonna. La usi una volta l'anno.

Bòna! (E senza vento)

-- 
Valerio Di Stefano <valeriodistefano at valeriodistefano dot com>
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