[glux] qualche riflessione in ordine sparso ....

Cristian Consonni kikkocristian@gmail.com
Gio 1 Nov 2012 16:07:37 CET


Il 31 ottobre 2012 20:05, Guerrisi Antonio
<guerrisi.antonio@gmail.com> ha scritto:
> E in ogni caso peggio ancora. La stessa casa che distribuisce del software,
> te ne fa anche una versione completamente open e svincolata da qualsiasi
> legame, e te ne lamenti anche? Sarà meglio lui che sviluppa dal '74 e ha
> rilasciato solamente un DBMS come software libero

"Lui" chi, scusa?

> Cosa si aspettano alla FSF? Che Google rilasci
> sorgenti di ogni prodotto che distribuisce? E poi di che campa, se qualunque
> idiota si può scaricare i sorgenti e mettersi in piedi i servizi per conto
> suo?

Questa secondo me è una leggenda. Linux è software libero, però non
esistono miliardi di aziende che fanno concorrenza a Red Hat o
Canonical nonostante "qualunque idiota si può scaricare i sorgenti e
mettersi in piedi i servizi per conto suo". Né mi pare che siano
fallite (Red Hat è quotata in borsa). È ancora il solito discorso che
"free non vuol dire gratis".
Per altro, mi sembra la stessa posizione delle major musicali e
cinematografiche che piangono miseria per la pirateria. Vuol dire
essere convinti che esista un solo possibile modello di business e che
quello sia fondato sul restringere alle persone l'accesso al software
(o musica, ecc.). Cosa che non è vera.
Poi, questa è una questione di valori, non c'è scritto da nessuna
parte che l'azienda X abbia più diritto a fare soldi di quanto ce
l'abbia Tizio di accedere alla conoscenza [Sì potete smettere di
ridere adesso, ma è un po' il punto fondamentale della questione].

> Sarà anche proprietario, ma non perchè lo sviluppa Google o perchè è lei che
> limita in qualche maniera l'accesso nell'google play. Non ce n'è perchè
> nessuno lo sviluppa. Allora torniamo al punto di prima. Perchè invece che
> lamentarsi la gente non sviluppa il software e lo distribuisce se ci tiene
> tanto? Tu cosa ti aspettavi di vedere? Un linux in tutto e per tutto con un
> DE dedicato agli smartphone?

Su questo sono d'accordo.

> Abbastanza inverosimile come ipotesi...uno
> smartphone non è un pc, ne può garantire le stesse prestazioni.

Mah... io sono abbastanza convinto che uno degli ultimi smartphone
quad core sia molto più potente del portatile che sto usando ora (vedi
per esempio le specifiche che dell'HTC One X)[1].

> (E comunque
> dubito che il tuo nokia da 30 euro faccia girare software open source, per
> cui chiuso per chiuso, per quanto non ti piaccia Android sarà il caso di
> farci un pensierino e lasciare da parte gli ideologismi se usare il nokia è
> davvero cosi frustrante)

Sono d'accordo con Antonio. Paragonare uno smartphone e un cellulare
(un "dumbphone"?) è come paragonare un'automobile ad una carriola.
Nota filosofica per Antonio: Il software sul Nokia conta come
circuiteria. La differenza fondamentale è che su un Nokia da 30 € non
puoi installare nulla. Il software che è incluso alla produzione e
sostanzialmente non si può modificare . L'anno scorso Stallman ha
tenuto una conferenza a Bergamo, un tizio gli ha chiesto "nella mia
lavatrice del software che controlla, per esempio, i cicli di
lavaggio. Dato che di quel software non ho i sorgenti e non è libero
dovrei smettere di usare la lavatrice?" [ovviamente era una
provocazione]. La risposta di Stallman è stata "ovviamente no, la
libertà del codice diventa importante si ha un dispositivo sul quale
diventa possibile installare software. Altrimenti è da considerare
circuiteria". Detto questo è risaputo che RMS non usa i cellulari
perché potenzialmente ti possono spiare con quelli (vedi qua[2] la sua
opinione e un articolo linkato dal suo sito[3]).

> Sarà che io sono sempre stato più per l'open source che non per il free
> software, ma certe posizioni mi sembrano davvero estremiste.  E l'estremismo
> non è MAI buono....per nessuno.

Non è questione di estremismo, è questione di valori. Per Stallman la
libertà del software è fondamentale e per lui produrre del software
proprietario è tanto immorale quanto, chessò, lo sfruttamento del
lavoro minorile. Se parti da quel presupposto ovviamente vedrai che le
sue conclusioni sono assolutamente naturali. E parliamoci chiaro,
credo che i valori di Stallman in generale siano molto migliori di
quelli di molti altri. Poi si può condividere quello che dice in
tutto, in parte o per niente.

Detto questo, a me il software libero mi piace perché da la
possibilità di imparare, quando usavo Windows (alle superiori) credevo
che il mondo iniziasse a Word e PowerPoint e finisse ad Excel.
Sul cloud computing, io vivo serenamente usando Gmail, Facebook,
Dropbox e una serie di altri servizi perché non penso di avere
particolare esigenze di privacy (per citare una frase letta in una
discussione simile sulla lista del BGLug "essendo un maschio caucasico
eterosessuale non islamico, sono anche abbastanza fortunato da non
rischiare di venire profilato/discriminato/intercettato quanto altri
che non appartengono alla mia categoria"). Altre persone (senza
necessariamente arrivare a quelli di WikiLeaks o agli attivisti
cinesi) possono avere esigenze differenti e mi pare che siano da
rispettare.
In generale mi pare giusto che 1) la gente vada informata su come
vengono trattati i suoi dati e nel caso si facciano pressioni sulle
aziende perché vengano trattati correttamente 2) si possa fare una
scelta che, possibilmente, non sia di "usare questo o tornare a vivere
nelle caverne", *questo* non mi sembra davvero per nulla utile.

Cristian
[1] http://www.gsmarena.com/htc_one_x-4320.php
[2] http://stallman.org/watch-over-me.html
[3]http://www.zeit.de/digital/datenschutz/2011-03/data-protection-malte-spitz


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