[Golem] Due richieste per il consiglio

Matteo Bini matteobin@tiepi.it
Ven 13 Feb 2026 22:29:23 CET


La risposta di giomba mi dà l'occasione per articolare meglio il mio
punto di vista: non sto criticando l'esistenza del gruppo Telegram dei
soci del GOLEM, per quanto opinabile per motivi analoghi.

Critico il paradosso che promulghiamo, obbligando i consiglieri di
un'associazione che promuove software libero a coordinarsi mediante un
programma proprietario. Vista la natura dell'associazione, non è da
escludere che chi vi partecipi voglia evitare l'utilizzo di software
proprietario. Il paradosso sta nel dare per scontato che per fare
volontariato per un'associazione di software libero sia obbligatorio del
software proprietario autoimposto, non per motivi burocratici fuori dal
nostro controllo come la firma digitale.

Riguardo al gruppo dei soci, il problema potrebbe essere considerato
trascurabile se non fosse l'unico canale di comunicazione. Come ha
scritto giomba, difatti non è l'unico canale di comunicazione: è
possibile partecipare all'associazione senza far parte del gruppo,
grazie al calendario digitale, alla lista e al sito. A onor del vero
bisogna ammettere che talvolta questo modo di partecipare assume
una connotazione castrata, in quanto il gruppo Telegram gode di
un'ufficialità pratica che invece manca alla lista e agli altri mezzi
citati, nonostante sul sito siano indicati alla pari.

Mi rendo conto che alcuni preferiscano la messaggistica istantanea
alla posta elettronica, come alcuni preferiscono vi a Emacs. Tuttavia
la priorità dovrebbe essere non imporre software proprietario per
supportare il software libero, dopodiché possiamo discutere di quale
software libero sia più adatto agli scopi del gruppo.

Anch'io sono una contraddizione, in quanto adoro giocare a videogiochi
proprietari mediante Wine. Al tempo stesso fatico a immaginare il
malumore dei soci per la proposta di trasferire le comunicazioni
inerenti l'associazione su un programma che rispecchi lo statuto che
hanno sottoscritto, carenze tecniche e app extra da installare incluse.
Se facciamo quello che facciamo non è certo per amore dell'aspetto
tecnico o della comodità. D'altronde se come informatici non siamo
in grado di trovare una soluzione, allora dovremmo chiederci se siamo
davvero dei professionisti o dei "pigia tasti a cottimo".

In conclusione il passato è passato, non stento a credere che quando
fu scelto Telegram sia stato fatto assolutamente in buona fede. Adesso
possiamo adottare un mezzo che si confaccia alla missione del gruppo.
Non solo sarebbe un peccato non cogliere questa opportunità, sono
convinto che molti ne sarebbero entusiasti.


P.S.
giomba ha scritto:
> Allora questa è una contraddizione. Non stiamo facendo niente, o
> stiamo facendo qualcosa? :-)

Mi sono espresso male quando ho scritto che non stiamo facendo niente,
ho sbagliato a usare il presente. Non mi stavo riferendo alla situazione
del GOLEM, stavo procedendo per deduzione logica riferito al periodo
precende.

Matteo Bini ha scritto:
> [...] se neanche in un gruppo ristretto di menti affini utilizziamo
> il software libero per coordinarci, vuol dire che non conosciamo
> nessun software libero per questo caso d'uso, oppure che riteniamo che
> il software libero esistente sia inadatto a svolgere il compito in
> questione. In entrambi casi [...]

Cioè se uno sceglie di non adottare software libero per questi motivi
non fa niente per risolvere il problema, si lagna e basta.

-- 
Matteo Bini


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