[Golem] Due richieste per il consiglio
Giulia Bimbi
giulia@mailbox.org
Dom 15 Feb 2026 12:55:23 CET
Salve Matteo,
mi sembrava già chiarito da giomba ma evidentemente mi sbagliavo, perché
torni su questo punto: non esiste nessun obbligo di utilizzo di
Telegram, né per i soci, né per i Consiglieri, né per altri. Del resto,
non c'è neppure l'obbligo di iscrizione alla mailing list.
Sul fatto che Telegram sia una soluzione proprietaria e in che termini,
ha già argomentato Sandro, e le ragioni storiche (storiche = del
passato) sono state illustrate.
Le discussioni che si svolgono sul gruppo Telegram dei soci non sono
equivalenti a quelle della mailing list, è vero, ma vale anche il
viceversa, e direi che forse l'informazione più significativa che passa
sul gruppo e non in lista è "si fa la pizzata o no questo martedì?"
Le comunicazioni ufficiali, tipo la convocazione delle assemblee,
vengono fatte sia sul gruppo Telegram dei soci che sulla mailing list, e
sono pubblicate sul calendario: il gruppo Telegram non ha quindi alcuna
"ufficialità pratica". Di certo ha, per molti, una effettiva praticità
d'uso, legata proprio alle caratteristiche intrinseche degli strumenti
di messaggistica istantanea.
"Per fare volontariato" serve voler partecipare e condividere, con il
tempo, le energie e le competenze che ognuno sente di poter mettere a
disposizione.
Potremmo iniziare concretamente a parlare del futuro, invece di
insistere sul passato. Visto che sei già al corrente della
sperimentazione in corso su Matrix, questa soluzione potrebbe
efficacemente rispondere all'esigenza che hai manifestato?
Ly*
Il 13/02/2026 22:29, Matteo Bini via golem ha scritto:
> La risposta di giomba mi dà l'occasione per articolare meglio il mio
> punto di vista: non sto criticando l'esistenza del gruppo Telegram dei
> soci del GOLEM, per quanto opinabile per motivi analoghi.
>
> Critico il paradosso che promulghiamo, obbligando i consiglieri di
> un'associazione che promuove software libero a coordinarsi mediante un
> programma proprietario. Vista la natura dell'associazione, non è da
> escludere che chi vi partecipi voglia evitare l'utilizzo di software
> proprietario. Il paradosso sta nel dare per scontato che per fare
> volontariato per un'associazione di software libero sia obbligatorio del
> software proprietario autoimposto, non per motivi burocratici fuori dal
> nostro controllo come la firma digitale.
>
> Riguardo al gruppo dei soci, il problema potrebbe essere considerato
> trascurabile se non fosse l'unico canale di comunicazione. Come ha
> scritto giomba, difatti non è l'unico canale di comunicazione: è
> possibile partecipare all'associazione senza far parte del gruppo,
> grazie al calendario digitale, alla lista e al sito. A onor del vero
> bisogna ammettere che talvolta questo modo di partecipare assume
> una connotazione castrata, in quanto il gruppo Telegram gode di
> un'ufficialità pratica che invece manca alla lista e agli altri mezzi
> citati, nonostante sul sito siano indicati alla pari.
>
> Mi rendo conto che alcuni preferiscano la messaggistica istantanea
> alla posta elettronica, come alcuni preferiscono vi a Emacs. Tuttavia
> la priorità dovrebbe essere non imporre software proprietario per
> supportare il software libero, dopodiché possiamo discutere di quale
> software libero sia più adatto agli scopi del gruppo.
>
> Anch'io sono una contraddizione, in quanto adoro giocare a videogiochi
> proprietari mediante Wine. Al tempo stesso fatico a immaginare il
> malumore dei soci per la proposta di trasferire le comunicazioni
> inerenti l'associazione su un programma che rispecchi lo statuto che
> hanno sottoscritto, carenze tecniche e app extra da installare incluse.
> Se facciamo quello che facciamo non è certo per amore dell'aspetto
> tecnico o della comodità. D'altronde se come informatici non siamo
> in grado di trovare una soluzione, allora dovremmo chiederci se siamo
> davvero dei professionisti o dei "pigia tasti a cottimo".
>
> In conclusione il passato è passato, non stento a credere che quando
> fu scelto Telegram sia stato fatto assolutamente in buona fede. Adesso
> possiamo adottare un mezzo che si confaccia alla missione del gruppo.
> Non solo sarebbe un peccato non cogliere questa opportunità, sono
> convinto che molti ne sarebbero entusiasti.
>
>
> P.S.
> giomba ha scritto:
>> Allora questa è una contraddizione. Non stiamo facendo niente, o
>> stiamo facendo qualcosa? :-)
>
> Mi sono espresso male quando ho scritto che non stiamo facendo niente,
> ho sbagliato a usare il presente. Non mi stavo riferendo alla situazione
> del GOLEM, stavo procedendo per deduzione logica riferito al periodo
> precende.
>
> Matteo Bini ha scritto:
>> [...] se neanche in un gruppo ristretto di menti affini utilizziamo
>> il software libero per coordinarci, vuol dire che non conosciamo
>> nessun software libero per questo caso d'uso, oppure che riteniamo che
>> il software libero esistente sia inadatto a svolgere il compito in
>> questione. In entrambi casi [...]
>
> Cioè se uno sceglie di non adottare software libero per questi motivi
> non fa niente per risolvere il problema, si lagna e basta.
>
Maggiori informazioni sulla lista
golem