[Golem] Due richieste per il consiglio
lug@madamail.addymail.com
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Sab 7 Mar 2026 12:43:17 CET
Ciao a tutti,
Volevo aggiungere un paio di opinioni forse irrilevanti ed un po' immature, ma sono fatto male!
È da poco che partecipo al Golem, ma non mi sembra di aver percepito una cattiva gestione o dissapori tra membri (incluse le persone facente parti del consiglio).
Perchè nasce il desiderio di tutta questa trasparenza efferata?
I ragazzi/ragazze che gestiscono l'associazione sono presenti e disponibili in qualsiasi situazione, e mi sembra proprio abbiano a cuore la longevità dei rapporti umani che si stabiliscono grazie al Golem stesso.
Tutto questo senza percepire il ben che minimo spicciolo di introito, è tutto sudore e stress amministrativo che viene fronteggiato da un paio di risate durante le serate.
Le richieste volte finora non rischierebbero di sbilanciare questo equilibrio?
Ingiustamente paragonando loro al mio modo di essere: se prendere parte ad un'attività volontaria e facoltativa diventasse, nella sua interezza, un peso più che altro, ad una certa finirei per lasciar andare.
Probabilmente è un mio meccanismo fallato di autosopravvivenza e chiedo scusa per aver accusato altri di avere, come me, (scusate il francesismo) natiche pesanti!
Le persone a carico mi pare di aver capito che risultano più o meno le stesse da tempo (correggetemi se sbaglio!), e non ci vedo niente di male, perchè sono i soci ad eleggerle, e se ripongono una tal fiducia in loro da rieleggerle più volte volentieri, ritengo sia un chiaro segno di approvazione del loro operato.
Ora, se queste persone si stancassero di ricoprire il loro ruolo, il Golem non ne soffrirebbe forse?
Saluti,
brew/nuuid
Il 7 marzo 2026 12:05:13 CET, "Alessandro Grassi via golem 'golem at lists.linux.it'" <golem@lists.linux.it> ha scritto:
>
>Ciao Matteo,
>
>On Fri Mar 6, 2026 at 8:12 PM CET, Matteo Bini via golem wrote:
>> il ruolo del consiglio è concretizzare la volontà dei soci.
>
>Non sono sicuro di essere d'accordo.
>
>Il consiglio è il depositario della delega non individuale ma collettiva dei soci, ricevuta la quale agisce in modo indipendente da essi, concretizzando non la loro volontà ma la propria, in base a ciò che ritiene meglio allinearsi agli interessi della società che amministra.
>
>In altre parole, come socio, una volta che ho espresso il mio voto per il consiglio e ne ho democraticamente accettato il risultato, il consiglio ha la mia piena fiducia nel compiere le scelte che ritiene opportune, consultandomi se e quando ritiene che sia il caso.
>
>Volendo fare un'analogia un po' "forte", vedo il ruolo del consiglio più simile ad una democrazia rappresentativa che ad una diretta. Dalla mia classe dirigente mi aspetto che prendano non le decisioni che voglio io, ma le decisioni che sono nel miglior interesse della società di cui io faccio parte.
>
>> basta che per ogni riunione venga pubblicato il listato dei messaggi
>> in base ai quali si è presa la decisione.
>
>Assolutamente no.
>
>Quando si è in una posizione di "leadership" (perdonatemi il termine improprio ma non me ne vengono di migliori) è necessario poter discutere liberamente e privatamente.
>
>Non voglio vedere il listato dei messaggi della chat privata del consiglio, e non voglio sottoporre il consiglio alla pressione di dover rendere conto di ogni messaggio che ha contribuito ad una decisione.
>
>Il che non vuol dire che non mi interessa sapere le ragioni per cui il consiglio ha preso una certa decisione, ma per me è sufficiente avere il rapporto che loro decideranno di redigere secondo coscienza.
>
>> - Una sintesi del processo decisionale del consiglio che illustri il
>> pensiero dei consiglieri in caso di divergenze, dal momento che non mi
>> aspetto che siate sempre concordi.
>
>Mi trovo di nuovo in disaccordo: una volta formato, il consiglio è un ente collettivo unico che decide ed agisce a titolo proprio, non dei suoi componenti.
>
>Se c'è da decidere tra A e B io non voglio sapere quale membro del consiglio voleva A e quale B, è totalmente irrilevante. Il consiglio ha collettivamente deciso che "A" e, da socio, questo è quello che mi aspetto da loro.
>
>>> In caso di necessità di interpellare direttamente il Consiglio, il
>>> canale di contatto ufficiale è l'indirizzo email info@golem.linux.it
>>
>> L'aspetto negativo di utilizzare una casella di posta che solo il
>> consiglio consulta, rispetto a un mezzo di comunicazione a cui hanno
>> accesso anche i soci come una lista di posta, è che i soci non sono
>> automaticamente informati delle richieste degli altri soci al consiglio.
>
>E ci mancherebbe.
>
>Oltre alla normale amministrazione il consiglio deve gestire questioni delicate e private, che per loro natura non possono essere accessibili alla totalità dei soci, men che meno al pubblico. Serve quindi un canale privato che i soci possono utilizzare per rivolgersi privatamente al consiglio se lo desiderano.
>
>Siccome i consiglieri sono anche soci, se li si vuole interpellare in modo pubblico lo si può fare attraverso i mezzi pubblici - come stai facendo tu su questa lista.
>
>>> Rispondendo invece alla richiesta di Leandro, non è prevista la
>>> possibilità per soggetti terzi al Consiglio di presenziare alle
>>> riunioni del Consiglio, indipendentemente dal diritto di voto.
>>
>> Capisco che potrebbe complicare la logistica delle riunioni. Peccato.
>
>Come ho detto sopra non è una questione di logistica - detto in termini semplici, il consiglio deve poter discutere a porte chiuse quando lo desidera.
>
>Come ogni cosa, anche la trasparenza diventa eccessiva se presa come un assoluto. Ci sono cose che è meglio pubblicare e cose che è meglio mantenere private, e le comunicazioni interne del consiglio è meglio che appartengano alla seconda categoria.
>
>Permettimi di essere più chiaro possibile: da socio io voglio un consiglio autonomo, libero ed efficiente, e per questo fine non solo accetto, ma mi aspetto che il consiglio abbia diritto ad una certa privacy e che possa decidere cosa e come comunicare ai soci.
>
>Ciao,
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golem