[jobmarket] Ricerca personale

albert67@zonnet.nl albert67@zonnet.nl
Mar 7 Giu 2005 11:04:22 CEST


Calogero, non e' grave il fatto di aver postato un offerta di lavora, tanto piu' se per conoscenza personale ritieni 
che il datore di lavoro sia serio.
Solamente la prossima volta mandala a lavoro@ e non a jobmarket@ visto che la prima lista e' per le offerte e 
la seconda per le discussioni relative al (tragico!) mondo del lavoro informatico in italia.
Inoltre se l'annuncio non e' propiamente linux o opensource oriented magari metti nel subject che e' un po' off-
topic.
Ciao e grazie per aver comunicato l'annuncio in questione.
Albert


Quoting Calogero Bonasia <kbonasia@linuxteam.it>:

> Alle 20:27, lunedì 6 giugno 2005, Paolo Marchiori ha scritto:
> > Re: [jobmarket] Ricerca personale
> >  Da: Paolo Marchiori <paolo@marchiori.net>
> >  A: jobmarket@lists.linux.it
> >
> > Calogero Bonasia, Mon, Jun 06, 2005 at 06:21:30PM +0200:
> > > una volta tanto, di un'occasione di assunzione a tempo indeterminato,
> in
> > > una
> >
> > In realtà di tempo indeterminato non si parla, ma solo genericamente di
> > "assunzione"...
> 
> hai ragione, ho dato per scontato che si capisse. Forse siamo fin troppo 
> abituati a "progetti di crescita e carriera" proposti dai piu', del tipo
> tre 
> mesi in stage non retribuito, poi cocopro per un anno e poi se "va bene", 
> assunzione con contratto a partita iva... minchiate, insomma che ci vengono
> a 
> raccontare in virtu' della tanto declamata flessibilita'.
> 
> Pero', sembra che io stia tenendo una posizione distante da quella di altri
> 
> presenti in lista, quasi che si volesse difendere quindi la tipologia di 
> offerte, linux oriented o meno, precarie, inconsistenti, offensive per la 
> dignita' professionale o addirittura al di sotto della soglia del 
> sostentamento, a discapito di offerte (in generale, non riferito a questo 
> annuncio "oggetto del contendere") piu' serie, piu' solide, piu'
> consistenti 
> perche' innanzitutto basate su una tipologia di contratto che e'
> maggiormente 
> tutelativa che non "un incarico a partita iva".
> 
> riporto per chi fosse interessato alla discussione, il testo di una email
> da 
> me inviata in mailing list AIP. Per chiarire qual'e' la mia posizione e per
> 
> capire quindi qual'e' quella degli interlocutori che mi stanno rispondendo
> 
> (magari anche quella degli interlocutori meno assidui nella partecipazione
> 
> alla lista, che mi piacerebbe invece leggere).
> 
> 
> ============================================================================
> Re: [AIPList] R: [AIPList] norme regolamentazione CED
>  Da: Calogero Bonasia <kbonasia@linuxteam.it>
>  A: aiplist@aipnet.it
>  
> Alle 19:13, mercoledì 1 giugno 2005, Antonello Botte ha scritto:
> > [AIPList] R: [AIPList] norme regolamentazione CED
> 
> [omissis]
> 
> >
> > Come ben sapete il CNIPA in gennaio ha pubblicato le "Linee guida sulla
> > qualità dei beni e dei servizi ICT per la definizione ed il governo dei
> > contratti della Pubblica Amministrazione". Il Manuale n. 4  "Manuale
> > operativo e lemmi" contiene, tra gli altri, la "Gestione della Sicurezza
> > Fisica SIF" e lo "Sviluppo Sistemi SSI", documenti  che allego alla
> > presente. In questi manuali puoi trovare informazioni interessanti sui
> > sistemi di regolazione della temperatura e di umidità dei locali "CED"
> > nella PA. Tutto il resto della documentazione relativa alle Linee guida
> è
> > reperibile sul sito del CNIPA.
> > Buon Lavoro e cordialissimi saluti a tutti.
> 
> conosco bene questo documento. Ma e' una "linea guida" per adesso e non e'
> 
> possibile costringere le PA ad adottarla. Sarebbe meglio divenisse una 
> "norma" a cui le PA debbono aderire perche' si possa pensare alla sua 
> applicazione in massa. Ad oggi, da quanto mi risulta, e' lasciato al "buon
> 
> cuore" e agli intendimenti di professionalita' di ciascun 
> responsabile/addetto CED della singola PA l'attuazione di tutto o in parte
> di 
> queste norme.
> 
> Pero', se riflettiamo che per il DPS ancora oggi c'e' chi sorride dicendo:
> "ma 
> tanto che mi fanno..." (parlo di PA...) e stiamo parlando di una norma di 
> legge.
> 
> Un'altra tematica che inserirei in un possibile documento programmatico o 
> linea guida redatta da informatici per colleghi informatici (delle pa e
> non) 
> sarebbe quella di fare in modo che il personale tecnico della "ditta 
> fornitrice" sia personale assunto a tempo indeterminato da almeno due anni.
> 
> Il discorso non vale per il libero professionista, ovvio.
> 
> Non e' per fare il sindacalista, ma oggi assisto ad una situazione
> abbastanza 
> anomala e dannosa per chi come noi svolge la professione di informatico. E
> mi 
> piacerebbe si trovasse spazio, tra i tanti altri argomenti importanti che 
> transitano in lista, anche per questo.
> 
> Se sono un libero professionista, ho spese da sostenere per "lavorare",
> penso 
> quindi sia meglio per me ottenere un incarico direttamente dal committente,
> 
> non svolgerlo per gli "n" intermediari che spessissimo si frappongono tra
> me 
> e il cliente finale.
> 
> Se sono un libero professionista e ho necessita' di "aiuto"... come avviene
> 
> gia' oggi per avvocati, architetti et similia, mi "associo" per l'incarico
> e 
> lo prendiamo assieme, sempre direttamente dal cliente finale. Oggi avviene
> 
> invece che sia considerato addirittura mecenatismo il fatto di sub
> appaltare 
> un lavoro da parte di chi primo fornitore del committente se lo aggiudica.
> 
> Apro e chiudo parentesi: ma allora, se siamo tra professionisti, perche' 
> spesso capita di sentirsi dire:" mandami il tuo cv in word che devo
> togliere 
> il nome e cognome e altri dati, sai, il cliente preferisce al momento 
> l'anonimato"...
> 
> Non capisco... l'anonimato? come dire: "necessito di un ottimo medico, di
> un 
> ottimo avvocato, di un eccellente architetto, ma per ora non voglio sapere
> 
> chi sei"????? Ridicolo... per non scendere nella questione che ai sensi del
> 
> 196/2003 e' illegale, da quel che mi risulta (smentitemi se e' diverso) 
> modificare i dati di un cv fornito con liberatoria ai sensi del predetto 
> decreto legge. Anzi... la controparte dovrebbe sempre poter sapere a chi lo
> 
> ha dato il proprio profilo e chi lo sta leggendo.
> 
> Del resto, se siamo VERAMENTE tra professionisti, perche' nascondersi? Non
> e' 
> piu' prestigioso dire al committente finale che per un certo incarico ci si
> 
> avvarra' anche della collaborazione dell'illustre collega tizio cazio... 
> 
> Torniamo a noi, chiusa parentesi. Se sono un dipendente di una ditta 
> fornitrice, si presume che la ditta, per prestigio professionale e per 
> maggiore garanzia del cliente finale, investa sulle proprie risorse umane.
> 
> ergo io, da ex dipendente di PA, quando valutavo le offerte dei fornitori,
> la 
> prima cosa che andavo a chiedere era di quanti dipendenti fosse costituita
> 
> l'azienda e la loro posizione inail/inps. Prediligevasi quella azienda 
> fornitrice che offriva i propri servizi con personale assunto,
> possibilimente 
> da oltre un anno, meglio due. A riprova che se un'azienda mantiene del 
> personale assunto a TI, e' solida ed ha una politica della crescita che non
> 
> e' quella del magnaccio che protegge una prostituta, oggi tu, domani un
> altro 
> tanto il lavoro e' sempre quello al cliente "che glie' frega"...
> 
> se sono un ex dipendente, preferisco inviare il mio cv a chi ha una solida
> 
> posizione societaria, per lo meno srl, meglio spa, e che abbia un certo 
> numero di assunti a TI da tempo. Sono info che dovrebbero essere
> liberamente 
> disponibili: gratuitamente!
> 
> Capisco che e' un discorso "difficile" e fastidioso, ma una presa di
> posizione 
> netta, chiara, contro o a favore, di questa particolare situazione 
> dell'attuale mercato del lavoro, potrebbe aiutare anche AIP ad emergere 
> rispetto alle numerose "entità" che oggi esistono nel settore.
> 
> Parlando con non poche persone, nel nostro campo, dipendenti di PA,
> dipendenti 
> privati, professionisti VERI, o semplici "gregari" nell'ombra che lavorano
> 
> per aziende non meglio definibili se non come di "caporalato", emergono 
> questi temi. Emerge l'esigenza di sentirsi tutelati in una professione, a 
> prescindere dalla tipologia di contratto retributivo. Emerge la necessita'
> di 
> tagliare fuori intermediari che appesantiscono le attivita'.
> 
> Tanto, e lo vedo con l'azienda dove lavoro. Se veramente il lavoro c'e' ed
> e' 
> proveniente dal cliente finale, per chi ha un'azienda non cambia niente. 
> Offre veramente un lavoro, a tempo o come si vuole. La mia azienda non 
> rivende personale a n livelli, per etica professionale. Lavora nel settore
> 
> informatico e quando da un incarico ad una persona terza, e' quella persona
> 
> che vuole vedere, non un suo "procuratore"... ed e' a quella persona che fa
> 
> il contratto, non al suo procuratore. Ovviamente ne beneficia quella
> persona, 
> se la paga e' per dire 200 euro al giorno + iva, i 200 euro vanno al 
> "picciotto" non al suo eventuale procuratore che magari gliene rigira 
> 90-100... magnacciandoci sopra spudoratamente.
> 
> Per il libero professionista, non vedo cosa cambi... anzi... ci si aiuta
> tra 
> liberi professionisti...Anzi, si auto tutela dagli 
> "improvvisati-90-euro-so-fare-tutto-io-22 anni esperienza neolaureato max 
> 19enne..." mandati in trincea da "caporali" senza scrupoli (causando danni
> 
> irrimediabili, per tutti noi....).
> 
> Peccato per chi non sapendo fare niente di niente vive del lavoro sulla
> pelle 
> altrui e rivende aria compressa al profumo di arcore... in regime di dubbia
> 
> legalita' (non e' di solito autorizzato dal ministero della previdenza 
> sociale -mi urta chiamarlo welfare...- ad agire come intermediario).
> 
> Grazie per la gentile attenzione.
> 
> ============================================================================
> -- 
> Calogero Bonasia
> www.linuxteam.it
> Linux User #301822
> 




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