[LUG] Re: Riflessioni su software e sconti [Was: VMWare e la sua proposta]

Paolo Conte Paolo.Conte@serinf.it
Mer 31 Dic 2003 12:51:29 CET





Ciao Luca, mi scuso (con te e tutti) se rispondo in ordine un po' "sfuso" e
sintetico, visto che sono gia' state date alcune risposte con cui concordo.

Luca Villani scrive:
>La nostra societÓ, eticamente e come sistema di valori, non
>pu˛ prescindere da due dichiarazioni fondamentali: [...]
>Bene, entrambe le dichiarazioni fanno riferimento ad una cosa
>ben precisa, la *proprietÓ* come diritto *inalienabile*
>dell'individuo.
Per rispondere in breve (e un po' scherzosamente :):
Pitagora e' "proprietario" del teorema di Pitagora? Aldila' del fatto che
non e' stato lui a pensarlo... forse e' piu' adatto l'esempio di Einstein e
teoria della relativita'...
Penso (e' un'opinione personale, visto che tutto il dibattito attuale sulla
"proprieta' intellettuale" verte su questo) che il concetto di proprieta'
applicato a concetti astratti sia aberrante.

>[...]in realtÓ stai *negando* il diritto alla proprietÓ
>stabilito da quelle due dichiarazioni
No, in realta' sto negando che si possa applicare il concetto di proprieta'
a concetti astratti ed immateriali.

>in questo caso il diritto del creatore di qualsiasi
>software di scegliere le modalitÓ di distribuzione
>che preferisce.
Anche questo non e' vero: non nego il diritto del creatore, dico solo che
questo suo diritto non puo' vincolare i diritti degli utenti.
Anche in campo "materiale" le eccezioni sono molte, ad esempio quando una
proprieta' immobiliare viene espropriata per costruire una strada. Non
penso che in questo caso si possa parlare di violazione dei diritti umani,
non credi? ;)

>>CONFIDENTIAL INFORMATION
>Non ti sembra che questo tuo disclaimer sia in totale contrasto
>con quello che affermavi riguardo alla "informazione libera"?
No, non penso sia in contrasto.
In parte perche' sono purtroppo "obbligato" all'uso di questo disclaimer,
in parte perche', a leggerlo con attenzione, appare evidente come in
realta' non significhi nulla... non rappresenta certo nessun vincolo per
nessuno, e' solo una baggianata imposta(mi) da persone con poche idee, ma
confuse ;)
Continuo comunque (come ho gia' fatto in passato) a scusarmi per questa
seccatura per chi legge e a sottolineare la mia estraneita' (sottolineata
dalla signature che indica la fine della mia mail) a questa linea di
condotta :(

>proprietÓ: (pop propietÓ) sf. [sec. XIII; dal lat. [...]
>4) diritto di poter usufruire di un bene in modo esclusivo,
>entro i limiti stabiliti dalla legge:[...]
>p. letteraria, artistica, diritto spettante all'autore o
>all'editore su un'opera[...]
>[...]
>Nel momento in cui si definisce "non etico" il software closed,
>si vuole limitare il diritto del suo creatore (=proprietario) ad
>esercitare un suo diritto inalienabile, quello di disporre *come*
>*vuole* di una cosa di sua proprietÓ[...]
Qui vale la risposta di cui sopra. Torno a ribadire che per ogni diritto
c'e' un corrispettivo dovere e che i diritti di un autore non possono
essere tutelati imponendo doveri che, a loro volta, limitano _molto
pesantemente_ i diritti degli utenti.
Vorrei far notare pero' un dettaglio. La definizione che citi dice "diritto
spettante all'autore" e se vai a vedere la definizione di diritto vedrai
che si riferisce ad una norma che tutela un interesse. E gli interessi sono
valutati in maniera soggettiva a seconda delle circostanze
politiche/storiche/sociali, mentre i principi sono universali.

>Inoltre affermare che il software closed Ŕ tout court "eticamente
>inaccettabile" significa cadere in un enorme errore di prospettiva:
>Ŕ il suo uso in certi contesti che Ŕ eticamente inaccettabile, non
>il software in se stesso.
Se si parla di uso (quindi applicazione pratica) si puo' semmai parlare di
"moralmente inaccettabile", ma non e' questo che stavo affermando. Infatti
ho sempre parlato di etica, non di morale.
Io ho affermato, e ribadisco, che l'informazione tout court non dovrebbe
_mai_ essere vincolata perche' e' una ricchezza comune e tale deve
rimanere. Che si parli di sw come di arte o matematica.
Il sw e' solo un particolare tipo di informazione che per le sue
caratteristiche (e per la novita' che rappresenta, novita' che ha anche
preso in contropiede i legislatori) si presta particolarmente ad essere
"mal interpretato" in funzione di una sua visione "materialistica".
Io non ho nulla contro il diritto d'autore, ma se l'autore mi impedisce di
usufruire della sua opera (e magari di tutte le opere derivate o simili) se
non alle sue condizioni allora penso di poter parlare di comportamento
eticamente inaccettabile.
Se, ad esempio, compri un album e vi trovi scritta l'avvertenza "Questo
album puo' essere esclusivamente ascoltato, e' illegale canticchiare sotto
la doccia le canzoni in esso contenuto", non pensi che sia una cosa
inaccettabile? ;) Eppure e' questo che quotidianamente subiamo dal sw
proprietario.

Saluti e buon anno,   Paolo
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 EOM - end of mail - ignorare cio' che segue
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