[LUG-Ischia] Brevetti software in Europa: votiamo per restare liberi (corretto)

Linux User Group Ischia info@lug-ischia.org
Ven 11 Giu 2004 09:34:29 CEST


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Rispediamo il comunicato inviato stanotte, che per errore non era
firmato e non conteneva le ultime revisioni.
softwarelibero.it
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		      BREVETTI SOFTWARE IN EUROPA:
		       VOTIAMO PER RESTARE LIBERI 


Il Consiglio  dei ministri dell'Unione  Europea ha ribaltato  il
rifiuto
del Parlamento  europeo ai brevetti  software in Europa.  Nella
riunione
del  17 e  18 maggio  scorso, il  Consiglio europeo  dei ministri
sulle
Competitività,  a Bruxelles,  ha rigettato  [0] gli  emendamenti che
il
Parlamento europeo  aveva apportato [1] all'originale  direttiva.
Questa
avrebbe  introdotto in  Europa  una legislazione  sui brevetti
software
simile a quella  in vigore negli Stati Uniti e  in Giappone, sulla
quale
la  Federal Trade  Commission Statunitense  ha già  espresso critiche
e
riserve [2]. 

Il  risultato  del  compromesso  approvato dal  Consiglio  dei
ministri
è   addirittura  peggiore   [3]   della   proposta  originaria,
perché
potenzialmente   permette   di   brevettare  qualunque   programma
per
elaboratore. 

Una tale  legislazione sarebbe deleteria  [4] per il  tessuto
produttivo
europeo legato  alle moderne  tecnologie, che  è costitutito  in
massima
parte  di  piccole  e  medie  imprese  utilizzatrici  o  produttrici
di
software.  Infatti, una  forte  protezione brevettuale  in questo
campo
avvantaggia solo chi ha già registrato  un gran numero di brevetti e
può
quindi  stringere  accordi  di  non belligeranza  con  le  altre
grandi
imprese. 

In questo  modo si creano artificialmente  delle "barriere
all'ingresso"
per  le nuove  aziende, piccole  o  grandi che  siano, limitando
quindi
l'offerta ed impedendo  la naturale diminuizione dei  prezzi dovuta
alla
competizione. 

Il software libero è particolarmente vulnerabile ad una legislazione
che
ammetta  i  brevetti  software,  perché  le  licenze  libere
permettono
la  libera copia  senza  vincoli. Essendo  quindi  incompatibili con
la
copertura brevettuale come normalmente adottata, i programmi liberi
sono
costretti ad un pericoloso slalom nel campo minato dei brevetti [5]. 

Grazie alle pressioni  effettuate dalle associazioni di  categoria [6]
e
da un movimento politico  trasversale, prima il ministro
all'Innovazione
e Tecnologia Lucio Stanca [7] e subito dopo il viceministro
all'Economia
e Finanze  Mario Baldassarri [8]  hanno dichiarato la loro  posizione
di
contrarietà,  ed  il Governo  italiano  si  è  astenuto [9]  dal
votare
la  risoluzione proposta  dalla presidenza  irlandese, sponsorizzata
da
importanti multinazionali del software [10]. 

Il nostro  governo ha quindi  svolto correttamente il proprio  ruolo,
ma
purtroppo questo non è stato sufficiente, a causa soprattutto del
cambio
di fronte  di alcuni  paesi che avevano  espresso dichiarazioni  di
voto
diverse [11]. A meno che  qualcuno dei rappresentanti dei governi
ritiri
il  proprio  voto nella  prossima  riunione  di  metà giugno,  il
testo
approvato  dal  Consiglio europeo  di  maggio  sarà discusso  dal
nuovo
Parlamento europeo nei prossimi mesi. 

I CITTADINI EUROPEI  POSSONO influire su questi eventi,  e INDICARE
AGLI
EURODEPUTATI COL LORO VOTO LA  PROPRIA CONTRARIETÀ AI BREVETTI
SOFTWARE,
per una società che sia centrata sui bisogni e le libertà del
cittadino,
piuttosto che sugli interessi e le rendite di posizione di pochi. 

È per questo che segnaliamo  l'impegno che diversi candidati hanno
preso
pubblicamente riguardo a diverse questioni, fra cui i brevetti
software,
sottoscrivendo un appello proposto da diverse associazioni [12]. 

Ed è  per questo che  teniamo a  ricordare che gli  eurodeputati
Armando
Cossutta  (GUE, Partito  dei Comunisti  Italiani), Cristiana
Muscardini
(UEN, Alleanza nazionale),  Marco Cappato (NI, Lista  Emma Bonino)
hanno
riconosciuto l'importanza della questione, orientando nel senso
corretto
le scelte dei  propri schieramenti quando il Parlamento  Europeo votò
in
proposito il 24 settembre scorso. 

In  particolare  l'eurodeputato  Marco  Cappato,  del  Partito
Radicale
Transnazionale, ha  condotto l'organizzazione  a Roma di  una
conferenza
sui  brevetti   software  [13],   contribuendo  così  a   diffondere
la
consapevolezza  del rischio  che  il Parlamento  Europeo  ha di
seguito
sventato  con il  suo  voto. Cappato  ha successivamente
pubblicizzato,
assieme ad Emma Bonino, [14] la necessità di opporsi alla direttiva
come
originalmente concepita. 

Infine, mettiamo  a disposizione sul  nostro sito [15] UN  RIASSUNTO
DEL
VOTO  DEGLI EURODEPUTATI  ITALIANI sull'argomento,  perché ognuno
possa
verificarne il comportamento. 

Altre informazioni sui brevetti software sono disponibili alla pagina
<http://softwarelibero.it/progetti/brevettisw/>. 


Riferimenti: 

[0] http://swpat.ffii.org/log/04/cons0518/
[1] http://swpat.ffii.org/papers/europarl0309/
[2] http://www.ftc.gov/opa/2003/10/cpreport.htm
[3] http://swpat.ffii.org/letters/cons0406/text/
[4] http://swpat.ffii.org/analysis/sektor/
[5] http://www.gnu.org/philosophy/savingeurope.html
[6] http://softwarelibero.it/news/20040514-01.shtml
[7] http://softwarelibero.it/altri/Prot_1069.pdf
[8] http://softwarelibero.it/altri/MEF.pdf
[9] http://www.innovazione.gov.it/ita/comunicati/2004_05_18.shtml
[10] http://kwiki.ffii.org/Cons040518En
[11] http://kwiki.ffii.org/?Pietras040520En
[12] http://italy.peacelink.org/cris/articles/art_5108.html
[13] http://www.radioradicale.it/software_libero/software_libero.html
[14]
http://softwarelibero.it/pipermail/discussioni/2003-October/008347.html
[15]
http://softwarelibero.it/progetti/brevettisw/voto-maggio-2003.shtml 


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