[openvideo-it] Lightwork per linux beta

Ivan Tarozzi itarozzi@gmail.com
Mer 1 Maggio 2013 18:04:44 CEST


Il 01/05/2013 16:07, Raffaella Traniello ha scritto:
> Ciao!

Ciao Raffaella!

> 
> On 05/01/2013 03:42 PM, Ivan Tarozzi wrote:
>> Io ancora non l'ho provato, e sono piuttosto combattuto. Nel senso che
>> dalla pagina "terms and conditions" che si legge prima di scaricare la
>> beta mi pare si possa dire che *non* si tratta di software libero.
>> Non so se con l'uscita della versione finale le cose possono cambiare,
>> ma ci credo poco.
> 
> Vorrei mettere in chiaro la storia di Lightworks. Basata sui fatti,
> sulle dichiarazioni ufficiali e non su processi alle intenzioni.
> 
> 1. Lightworks Ŕ nato come software proprietario. Il primo e pi¨ grosso
> programma di montaggio assieme ad AVID.
> 2. La Editshare lo ha comperato ed ha avviato un lungo processo per
> renderlo software libero.
> 3. Ieri Ŕ uscita la versione beta, non ancora libera.
> 4. Editshare ha sempre pubblicamente promesso di rendere Lightworks Open
> Source.

Mi spiace essere stato frainteso e non era mia intenzione fare un
processo alle intenzioni... premesso che come da loro roadmap
(http://www.lwks.com/index.php?option=com_content&view=article&id=51&Itemid=177)
il codice sarÓ rilasciato solo alla fine, il dubbio espresso non
riguarda il mantenimento delle promesse (non ho elementi per dire che
non verranno mantenute) ma riguardano le libertÓ che verranno concesse.

Nel senso che, non avendo mai specificato con quale licenza verranno
rilasciati i sorgenti, e vedendo l'attuale modello con cui
distribuiscono il software (registrazione, autorizzazione, divieto di
ridistribuire...) il mio dubbio Ŕ che anche dopo il rilascio dei
sorgenti il modello non cambierÓ di molto.

La differenza Ŕ sottile, ma questo Ŕ un tipico caso in cui parlare di
OpenSource Ŕ diverso dal parlare di Free (Libero) Software.
Teoricamente EditShare potrebbe rilasciare il codice (quindi
OpenSource), per˛ impedire di forkarlo, di usarlo senza pagare licenza,
di modificarlo, di ridistribuirlo ecc.
Tutto dipende da quale licenza adotteranno. E siccome in tutti i
documenti e comunicati che ho visto non hanno mai fatto menzione di
questo, se qualcuno ha informazioni diverse sarei contento di conoscerle.

> 
> Si noti che finchŔ non esisteranno sufficienti codec liberi per diverse
> funzioni nessun programma di montaggio potrÓ mai essere completamente
> libero.
[cut]
> Per questa ragione anche la versione Open Source di Lightworks per Linux
> avrÓ estensioni a pagamento.

Perfettamente daccordo, e la cosa non mi sconvolge.
Se (soprattutto tra i professionisti) qualcuno Ŕ legato o Ŕ costretto ad
usare software non libero o formati non aperti Ŕ normale che per questo
venga richiesto un pagamento di una licenza.

Il mio discorso sopra espresso riguarda ovviamente solo la parte che non
Ŕ legata a brevetti.


[cut]
> Credo che - audite audite! - Cinelerra non sia per il professionista.
> Supportata senza sufficiente responsabilitÓ.

Non sono un professionista  e non posso quindi dare un giudizio
autorevole, ma penso tu abbia ragione.

Attenzione per˛ a non far passare l'equazione:
cinelerra  non Ŕ "professionale" in quanto software libero allora nessun
software libero pu˛ essere "professionale"

Ci sono esempi (soprattutto in ambito server, ma non solo) in cui la
realtÓ Ŕ diversa. E anche in ambito desktop le cose si stanno forse
muovendo.


> Credo che il futuro dell'Open Source non stia pi¨ nel volontariato ma
> nel commerciale etico.

A questa frase sibillina non so come rispondere :D

Probabilmente andrebbe sviscerata meglio. Secondo me Ŕ sbagliato pensare
al Free Software (ho spiegato sopra perchŔ non uso Open Source) solo
come volontariato. Ci sono giÓ *oggi* centinaia di aziende
piccole/medie/grandi che fanno businness con il Software Libero (anche
con i giusti paradigmi).  E sono daccordo che in certi contesti un
supporto commerciale (ovvero "a pagamento") sia essenziale. Per questo
odio anche l'equiparazione Free Software - Software Gratis.

Se per˛ "commerciale" diventa sinonimo di "proprietario", allora riesco
a coniugarlo meno facilmente con un discorso etico.

Ma qui mi fermo, ho giÓ scritto troppo :)

Grazie comunque per lo scambio di opinioni

Ivan



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