nuovo progetto del palug?[era: Re: Da dbf a bib e Jabref]

iw9cmd flavio iw9cmd@libero.it
Mer 9 Nov 2005 01:59:44 CET


Joe Oblivian ha scritto:

> lo so... solo che non ho il tempo (almeno fino a dopo il LD per voi,  
> il congresso per me) per dedicarmici...
> 

questo mi pare ovvio

> 
>>>Senno' posso sempre stamparmi "programming pIrl" e studiarmelo, ma ci
>>>vuole tempo...
>>
>>no, quel libro non va bene per imparare, in 3 o 4 gg ti leggi Learning
>>Perl e poi vai di man
>>

leggo a tempo perso.

>>>E poi bisognerebbe pure studiarsi *bene* bibtex.
>>>
>>
>>ecco, questo è un punto a *mio* sfavore visto che praticamente non lo
>>conosco :(
>>
> 
> 
> Bene, definiamo "conoscere" bibtex. Ad esempio: Flavio non lo conosce  
> e noi ci siamo fatti trarre in inganno dai suoi assunti
> 

Il file della documentazione ufficiale sono solo 16 pagine più altre 10 
per scrivere nuovi stili di bibliografia (ma per i nostri scopi non ci 
servirebbe).

> Un'entry bibtex puo' avere un numero arbitrario di voci, anche le  
> piu' disparate. Poi il \bibliographystyle che usi ne utilizza solo  
> alcune (che a quel punto sono mandatory, nel senso che se in una  
> entry non ci sono la bibliografia ti viene "brutta"). E quindi...

già, quindi non c'è alcun modo di farle spuntare nelle citazioni o nella 
biblio.

> 
> 
>>Però come ho detto prima sarebbe bello fare una cosa sistemata:
>>trovare UN formato per raccogliere un "bibliografia" _generica_ e poi
>>scrivere una serie di filtri per passare a/da questo formato a quelli
>>che bisognano, così ognuno si può concentrare sul formato che meglio
>>conosce e più gli serve!
> 
> 
> Appunto, io propongo bibtex come formato. E' standard, e' conosciuto,  
> esistono centinaia di stili in giro (vedere ctan per credere) e ci si  
> possono inserire quante voci si uole. Inoltre, e' facile da usare! In  
> sostanza un'entry e' fatta cosi':
> 
> @Tipo{IDENTIFIER,
> voce1= valore1 and valore2 and ... and valoreN,
> voce2= ...,
> voce3=...,
> ....
> }
> Eccovi un esempio:
> @ARTICLE{2003ApJ...598..431N,
>     author = {{Nelson}, L.~A. and {Rappaport}, S.},
>      title = "{Theoretical Considerations on the Properties of  
> Accreting Millisecond Pulsars}",
>    journal = {\apj},
>       year = 2003,
>      month = nov,
>     volume = 598,
>      pages = {431-445},
>     adsurl = {http://adsabs.harvard.edu/cgi-bin/nph-bib_query? 
> bibcode=2003ApJ...598..431N&db_key=AST},
>    adsnote = {Provided by the NASA Astrophysics Data System}
> }
> 

Dalla documentazione ufficiale:
For each entry type, the fields are divided into three classes:
*required* Omitting the field will produce a warning message and, 		 
rarely,	a badly formatted bibliography entry. If the required 		 
information is not meaningful, you are using the wrong entry 			type. 
However, if the required information is meaningful but, 			say, already 
included is some other field, simply ignore the 			warning.
*optional* The field's information will be used if present, but 
can be 			omitted without causing any formatting problems. You 
should 			include the optional field if it will help the reader.

*ignored* The field is ignored. BibTEX ignores any field that is not 		 
required or optional, so you can include any fields you want in 		a bib 
file entry. It's a good idea to put all relevant 				information about a 
reference in its bib file entry--even 			information that may never 
appear in the bibliography. For
	example, if you want to keep an abstract of a paper in a 			computer 
file, put it in an abstract field in the paper's bib 			file entry. The 
bib file is likely to be as good a place as any 		for the abstract, and 
it is possible to design a
	bibliography style for printing selected abstracts. Note: 		 
Misspelling a field name will result in its being ignored, so 			watch 
out for typos (especially for optional fields, since 			BibTEX won't 
warn you when those are missing).


> Come vedete questa entry e' presa da un repository online di articoli  
> scientifici... insomma _almeno_ nel mio cmapo e' uno standard.

Effettivamente si può usare...

> 
> Piu' semplice e flessibile di cosi'! Continuando
> 
> 
>>Chiaramente il _nostro_ formato non deve essere la nuova cosa
>>incompatibile col resto del mondo ma sarebbe meglio che fosse un
>>sottoinsieme di cose già esistenti magari un MCD, il che ci porta ad
>>adottare un formato strutturato in (sg|x)ml :)
> 
> 
> Direi che l'(sglx)ml e' l'unica alternativa (a cui avevo pensato  
> subito pure io)
> . Il vantaggio puo' essere che in pirl esisteranno zilioni di  
> librerie precotte per trattare gli xml.
> 

anche questo si può usare, bisognerebbe vedere che librerie ci sono per 
l'xml in perl.

> 
>>Allora il DTD potrebbe essere preso in prestito da DocBook che ne
>>contiene almeno un paio (biblioentry e bibliomixed) ma che non si
>>possono usare insieme (cioè nello stesso documento) però anche una
>>guardatina a ODF di OASIS gliela darei così ci risolviamo il problema
>>dell'import in OOo.
> 

giusto. E magari _poi_ lo integriamo nell'OOo ;)

> 
> Giusto. Chi se ne occupa?
> 
> 
>>Ah per quanto rigarda i _campi_ dobbiamo includere o
>>assorbire il formato SBN così lo si potrebbe impupare con  
>>un'interfaccia
>> grafica/web in seguito e fornire a Uni. e comuni :)
>>
> 

perl/gtk2 ? molto futuribile

> 
> Ottima idea. ripeto che secondo me bibtex e' abbastanza flessibile e  
> permette di utilizzare facilmente (oddio, scrivere un filtro bibtex  
> non e' banale, ma si impara...) per fare anche documenti cartacei  
> profesisonali (leggi: latex) in modo nativo.
> 
> 
> 
>>Dai dai facciamo il transcode(1) dei cataloghi dei libri ;)
> 
> 
> Secondo me sarebbe una bella idea davvero!
> 

bello, facciamo

> Peppe
> P.S. qualcuno sa come si fanno le bibliografie in MS Word? ;-D

a mano? ;)


Ciao

iw9cmd flavio


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