[trashware] Altre Osservazioni sul progetto Eritrea e simili

matteo papadopoulos teo@betaonline.net
Gio 15 Lug 2004 20:49:25 CEST



Ciao Giancarlo!
credo sia sempre bene interscambiare anche in maniera "pesa" se questo 
scambio va nella direzione dell'evoluzione a favore dell'essere umano.
Tralascio tutti i punti tecnici in quanto ci capisco poco! Di sicuro la 
mia esperienza in mezzo alla polvere africana mi ha fatto molto 
riflettere su quelle che dovrebbero essere le accortezze e gli 
inconvenienti per la spedizione di coputer "obsoleti" in certi luoghi.
Per questo uno dei punti fondamentali del progetto che ho impostato è la 
formazione sul posto. Senza di quella il circuito si ferma e avoglia a 
cpu! il lavoro è vanificato da un semplice flat staccato e o da un 
lettore polveroso.

> Per il discorso "Etico", caro Matteo, si e' vero le multinazzionali dove c'e' 
> "odore" di  profitto si buttano a "pesce", difatti i paesi in via di sviluppo 
> ne sono impestati.
> Per "transhware" d'aiuto al terzo mondo, mettila un poco come la raccolta del 
> "Mato Grosso", sta in quelli che distribuiscono, sebbene l'abbiano avuta 
> gratis, farsi dare un "valore", per farlo passare come una normale spesa e 
> percio' "sacrificio".
> Questo "sacrificio" stimola ad uscire dall'assistenzialismo nel quale sono 
> finiti anche per causa di alcuni di noi, multinazionali in testa e, fattore 
> positivo, aiuta le casse dei sostenitori dell'opera dai bilanci eternamente 
> in rosso ;-)

Cercando aiuti e "agganci" per avviare questo progetto (impostato 
totalmente su lavoro di volontariato), mi sono già imbattuto in banche e 
assicurazioni pronte a fare "molto" per appoggiare una iniziativa così.
Ieri a forsa di dibattiti "etici" con amici e colleghi, sono giunto alla 
conclusione di non avvalermi asslutametne di alcn appoggio nè da banche, 
nè assicurazioni, nè multinazionali. Sono in assoluto le tre categorie 
che, grazie ai lavori di cuore come i nostri, si fanno un lifting per 
nascondere e continuare manovre di profitto a discapito della gente. Ma 
sempre un lifting rimane... quindi grazie mille e ognuno per la sua strada!


> Dico ad Antonio ed al coordinatore del progetto Eritrea, di pensare seriamente 
> allo scambio (magari ad un lavoro che non sia solo simbolico perche' non sono 
> mica stupidi) come ho scritto sopra e non regalo.

Ormai la metodica dell'umanistarismo ha dimosrato le sue falle. La vera 
molla che può cambiare (forse!) le cose è la reciprocità! Su questo ho 
scommesso e puntato. Io faccio una cosa per te, se tu in cambio fai 
qualcosa per altri. Per questo si spedisce pc solo a chi si impegna a 
fare concretamente cose per altri, nel sociale. Io ti formo e ti insegno 
a te "africano", se tu ti impegni ad insegnare quello che hai imparato 
ad altre 10 persone... Haiti, con i corsi di alfabetizzazione, è stata 
un esempio lampante della potenza della reciprocità, dove la gente 
comune ha insegnato a leggere e scrivere al resto della comunità dopo 
ver imparato da volontari italiani e spagnoli. E' stat toccata con 
questa cosa il 70% della popolazione. Ho molti altri esempi, visti con i 
miei occhi, di attività basate sulla reciprocità in cui la gente del 
posto poi si attiva senza aspettare la manna dal cielo.

E allora le cose cambiano davvero.
(sono un utopista lo so! ma è grazie alle utopie che da sempre si sono 
fatte le cose più grandiose!)

> Ciao Giancarlo

ciao matteo

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Perché non è la fine della Storia, né la fine delle idee, né la fine 
dell?uomo, e non è neppure il trionfo definitivo della malvagità e della 
manipolazione, per questo possiamo sempre tentare di cambiare le cose e 
cambiare noi stessi.



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