[Flug] Proposta di documentazione su GNU/Linux.

Francesco Poli frx@firenze.linux.it
Sab 11 Dic 2004 01:11:19 CET


On Fri, 10 Dec 2004 15:56:58 +0100 Simone Piccardi wrote:

> Francesco Poli wrote:
> > Riferimenti sul "diritto d'autore ad hoc sui microprocessori"?
> > Mai sentito nominare. Ma e` sull'oggetto materiale o sul
> > firmware/microcodice et similia?
> Ci sono sul sito di opecollector:
> http://opencollector.org/hardlicense/scpa.html

Grazie, la pagina sembra interessante: nel weekend dovrei avere il tempo
per leggerla...

> 
> > Non ha senso domandarsi se un oggetto materiale sia libero (almeno,
> > non nel senso delle famose quattro liberta`), dato che la materia,
> > al contrario dell'informazione, non puo` essere copiata.
> Veramente mi risulta che gli oggetti materiali si possono copiare 
> eccome. Nel caso dei processori a quanto pare e` anche abbastanza 
> facile.[1] Costa certo molto di piu` che copiare un file, ma mi pare 
> pedante ricordarti che "free is about fredom not price".

[sposto la nota qua sopra per maggior chiarezza]
> [1] se ho capito bene, non me ne intendo, basta avere la maschera di 
> produzione, cosa che si puo' ottenere con relativa facilita` una volta
> che ne possiedi uno, costa infinitamente meno che rifare il progetto
> da capo.

Vedi pero` che non e` una vera copia.
Quando copi informazione (fai un cp, tanto per capirci) parti con un
file e finisci con due file identici. Il secondo e` stato generato dal
primo e da nient'altro; il primo e` rimasto inalterato.
Chiaramente e` stata sfruttata dell'energia per effettuare
quest'operazione, lo so.

Quando invece realizzi un secondo oggetto materiale
(approssimativamente) uguale ad un primo gia` esistente, parti da un
oggetto e delle materie prime necessarie a realizzare il secondo e
finisci con due oggetti (piu` o meno) uguali. Ma realizzare il secondo
ha richiesto sostanzialmente lo stesso impegno che realizzare il primo.
L'unica cosa che ti sei risparmiato (ed in molti casi non e` poco) e`
riprogettare da zero il secondo oggetto.
Ma allora cosa hai copiato? L'oggetto materiale? Io non direi.
Hai copiato il progetto. Ed il progetto e` informazione, non materia.

> 
> Ed inoltre conta solo la liberta` di copia?

Chiaramente no, ma la possibilita` tecnica di copia e` uno dei
presupposti per poter definire il termine "software libero" basandoci
sulle quattro liberta`.
E` questo il senso degli esempi che si fanno sempre contrapponendo la
condivisione di oggetti materiali che e` competitiva ("se io do una
caramella a te, ne ho una di meno per me") alla condivisione di
informazione che e` collaborativa ("se io fornisco informazione a te,
non ne rimango privo").

> Se io scrivo un testo su
> un pezzo di carta e lo rilascio con GPL allora non e` libero perche`
> il testo e` costituito da un oggetto materiale e quindi difficile da
> copiare?

Ma no! Il *testo* non e` *costituito* da un *oggetto materiale* piu` di
quanto Microsoft Word sia *costituito* dal *CD* che lo contiene.
Non confondiamo l'informazione con il suo supporto materiale!
Se stampo il codice sorgente di dpkg su carta, questo diventa
un oggetto materiale?
No!
Diventa non libero?
No!

Ovviamente, se distribuisco il codice sorgente su carta non mi libero
dagli obblighi di distribuzione del sorgente dettati dalla GPL:
devo accompagnare la stampata con una versione leggibile da una macchina
del codice sorgente (oppure fare la famosa offerta valida tre anni e
cosi` vincolarmi o infine passare l'offerta ricevuta nel caso di
distribuzione non commerciale).


> 
> > Tu invece vuoi leggere il contratto sociale interpretando "software"
> > come "programmi e niente altro" quando mi sembra evidente che chi ha
> > scritto il contratto non ha adottato questo significato per il
> > termine"software":
> Ma se ho detto finora che io ritengo che il software sia semplicemente
> software e trovo assurdo appunto che nel contratto sociale si parli di
> "realizzazioni software" facendo riferimento a tutt'altro... Non mi
> pare proprio di avere interpretato nulla.

Dalla lettura del contratto sociale mi pare evidente che chi lo ha
scritto ha usato la parola software in un senso piu` ampio di quello a
cui tu sei abituato.
Ti e` mai capitato di leggere un articolo in cui il termine "hacker"
viene (secondo me erroneamente) usato nel senso di "cracker" (cioe` chi
viola i sistemi informatici altrui)?
Puoi dire che tu sei convinto che questo uso del termine "hacker" sia
sbagliato (se la pensi come me) e ne hai diritto.
Pero` capisci ugualmente il senso dell'articolo dal contesto, giusto?

Nel contratto sociale del FLUG non e` precisata una definizione del
termine "software", ma sicuramente non si intendono soltanto programmi:
si intende qualcosa che puo` essere programmi, documentazione e altre
cose.
Quindi, /ai fini della lettura del contratto sociale/, devi interpretare
il termine "software" in un senso tale da comprendere almeno programmi
*e* documentazione.
Poi nel resto della tua vita puoi ovviamente usare il termine "software"
in senso piu` stretto (limitato ai soli programmi).
Ma se lo fai anche quando leggi il contratto sociale significa che non
contestualizzi le parole che leggi...

Puoi dire che il contratto sociale dovrebbe essere migliorato in modo
che usi il termine "software" in maniera piu` corretta (per te), ma
l'attuale contratto sociale va letto attribuendo al termine "software"
un significato piu` ampio di quello che piace a te.

E ti prego di smettere di affermare che sono l'unico a usare il termine
"software" in senso lato.
Ti assicuro che ci sono parecchie persone che comprendono anche la
documentazione ed i dati (audio, video, testo, etc.) nel termine
"software".

> 
> Sei tu che ritieni quel testo una dimostrazione della tua tesi, io lo 
> ritengo semplicemente uno sbaglio.

Non e` una dimostrazione del fatto che "software" abbia un significato
piuttosto che un altro.
E` una, IMHO chiara, indicazione di impegno a *non* adottare criteri di
liberta` diversi per i programmi e per la documentazione (e anche per
altre opere dell'ingegno).
Poi se vuoi esprimere il concetto usando termini diversi, puoi farlo.

Ma non mi dire che il contratto sociale e` assurdo solo perche' usa una
terminologia diversa dalla tua.
Sarebbe come dire che un libro di Fisica e` sbagliato solo perche'
indica l'energia cinetica con un simbolo piuttosto che con un altro che
ti piace di piu`.

> 
> >>Comunque trovo una totale perdita di tempo tentare di stare a
> >spaccare>il capello in quattro sull'interpretazione di un contratto
> >sociale che>per quanto mi riguarda e` scritto male e confuso, e
> >lascia pure spazio>all'utilizzo di licenze per il software che libere
> >non sono.
> > 
> > 
> > Questo e` un problema serio e mi meraviglio che, se la pensi cosi`,
> > tu lo dica soltanto ora...
> > Ti ricordo che e` "l'unica pietra fondante del patto che regola
> > questo gruppo" (http://www.firenze.linux.it/flug-howto).
> L'ho gia` detto, ma lo ripeto, fintanto non se ne fa una
> interpretazione letterale e lo si prende (come io ho sempre fatto
> finora) come l'indicazione dell'impegno del FLUG a favore del software
> libero mi sta bene. Se lo si vuol prendere come definizione di cosa e`
> software e di cosa e` libero no.

Il problema e` che tu, dando al termine "software" un significato
diverso (giusto o sbagliato che sia) da quello che ha adottato chi ha
scritto il contratto sociale, *cambi* il senso del contratto stesso.

A te sta bene l'impegno del FLUG a favore dei programmi liberi.

Ma il contratto sociale non si ferma ai programmi: parla anche di
documentazione, traduzioni ed altro (che possa essere compreso in un
significato ampio del termine "software").
Li mette assieme nella stessa categoria ("realizzazioni software") e
dice che il FLUG pubblica tutta questa roba come libera, non solo i
programmi.


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