[Golem] Re: Collaborazione con ISF

Hal hal@linux.it
Mar 9 Mar 2004 13:05:22 CET


Helios ha scritto:
> E quindi - a mio parere - ben vengano le discussioni ed i dubbi in lista!

Questa lista sta cominciando a piacermi sul serio...

(per Elio: piu' di una volta ti e' sembrato di sentire una cera 
suscettibilita' da parte mia o di Gianni o di Dario. E' solo 
colpa dell'email, non c'e' mai stata nemmeno un'ombra. Ma 
proseguiamo).


>  >  Questo e' un buon tema di discussione, gia' evidenziato anche da altri.
>  > Lo ritengo poco rilevante nel nostro dibattito: se mandiamo 100 pc che
>  > dopo un anno (per la polvere e l'incuria) sono pattume inutilizzabile
>  > non importa assolutamente se erano P-II riciclati o P-IV nuovi
>  > fiammanti: sono diventati comunque "una tonnellata di rifiuti".
> 
> si, in QUELLE condizioni ti do ragione.
> Ma mettiti nel caso in cui NON ci sia incuria. In questo caso la legge 
> del MTBF (mean time before failure) e' implacabile: il tempo di vita 
> residuo di un PC nuovo e' sicuramente maggiore di quello di un 486 di
> dieci anni fa, ed e' molto piu' probabile che si rompa qualche scheda
> in quest'ultimo che non nel primo.

<modo ingegnere on>

Non per le schede. La probabilita' di guasto per i componenti 
elettronici ha un valore alto all'inizio della vita del 
componente, decresce rapidamente e poi si stabilizza senza 
crescere sensibilmente col tempo. Cosa che invece succede per i 
componenti meccanici che sono sottoposti all'usura, per cui la 
possibilitÓ di guasto cresce con l'invecchiamento.

Gli hard disk e i lettori e le ventole sono sottoposti al 
problema che dicevi tu, non le schede. Ma hai ugualmente ragione 
tu perche' il problema non cambia se si rompe un hard disk 
invece della scheda.

<modo ingegnere off>   ;-)


> Con lo svantaggio che se mi si
> rompe una scheda video in un PC "giovane" riesco a trovarne una
> compatibile, in uno vecchio no.

Tutto questo Ŕ vero senza trashware: se attiviamo in modo 
consistente il recupero diventeranno disponibili molte schede di 
tipo vecchio. (ma adesso non mi interessa parlare di questo).


> A meno che non ci mettiamo nell'assunzione che un PC restaurato debba 
> andare "finche' va" (1 settimana, 1 mese, 1 anno?), e poi 
> "semplicemente" si butta... :-(

In zona potrebbe ritirarlo che fa trashware, all'estero no. Va 
fatto funzionare quindi diventa strategica l'assistenza.

> Ragazzi, scusate se ve lo dico, ma nonostante il mio invito, non vi 
> riesce proprio di fare gli avvocati del diavolo...

No  :-)

Ci riprovo lo stesso, o meglio ci riprovo a farlo su tutto 
quello su cui mi e' possibile farlo. Vedi, la nostra ragione di 
esistere (per il GOLEM) e' quella di diffondere Linux e il 
Software Libero. Punto. Siamo pronti a tollerare l'esistenza del 
Software non Libero, anche ad ammettere che in alcuni casi e' 
difficile da sostituire (allo stato attuale delle cose) ma non 
possiamo metterci a diffondere software non-Libero... e' piu' 
forte di noi  ;-)  ma adesso non voglio parlare nemmeno di questo...


> La questione non e' ne' quella di mettere in discussione il vostro 
> approccio e neppure quello di S.L. si S.L. no...

direi!!! (scherzo, dovremo parlare anche di questo)


> LA VERA QUESTIONE e': quanto e' sostenibile il trashware in un PVS?

Touche'! Eccoci al punto.

Risposta: non lo so.


> Io NON HO DUBBI sulla sostenibilita' del trashware nel ns paese, e piu'
> in generale in un paese occidentale, dove esistono un sacco di volontari
> dislocati capillarmente e disposti a darmi una mano for free e per 
> l'idealismo che li supporta... ma ancora non siete riusciti a 
> convincermi che il trashware e' una opzione sostenibile anche in un PVS, 
> con tutte le difficolta' che abbiamo menzionato Cristiano, Silvia ed io.

In compenso sei riuscito a mettere i dubbi a me.


>  > Ritengo che sia difficile imparare da zero a conoscere il _primo_
>  > "office" ma, una volta imparato quello, non ci vuole molto a migrare ad
>  > altri. La lotta immane sarÓ insegnare a usarne uno; ma quello sara'
>  > comunque difficilissimo, anche se vogliamo insegnare a usare M$Office...
>  > tanto vale iniziare da OOo!
> 
> anch'io lo "credevo".
> Esempio Somalia: l'attuale responsabile del laboratorio, che a quanto mi 
> dicono e' la persona piu' esperta della scuola, mi scrive chiedendomi 
> cosa deve fare una volta che e' riuscito a far partire OpenOffice. 
> AAARGH! :-(((

Attenzione: il gioco si fa duro. Se vogliamo procedere in una 
discussione fruttuosa dobbiamo avere il massimo rigore logico.
Quello che dici tu non riguarda l'hardware, ma il software. E' 
importante ma non risponde alla domanda cuore di questo 
mesaggio. Ti averebbero detto la stessa cosa anche se i pc 
fossero stati nuovi.


> Anche a voi sembrera' impossibile come al sottoscritto, eppure questa e' 
> la reazione che abbiamo suscitato in una persona di una diversa cultura 
> dalla nostra, e con una formazione diversa dalla nostra...

Anche in molti impiegati italiani  :-((

>  > Se hanno una vasta interoperabilita' col resto del mondo allora faro'
>  > loro (personalmente :) assistenza on-line. Se, come invece sembra,
>  > l'interoperabilita' Ŕ ridottissima per le distanze e la mancanza di
>  > collegamenti, il problema di certo si riduce.
> 
> il problema si riduce ma RIMANE

Si. Ho tentato il salvataggio in corner, ma non e' giusto. 
Questo tema di discussione e' legato al SL e all'inserimento da 
parte nostra di ulteriori elementi discriminanti per le persone 
che andiamo ad aiutare. Dobbiamo definirlo bene.


> ... e NON MI VENITE A DIRE per favore che OPENOFFICE e' compatibile con 
> M$ Office... Non sapete quante volte mi devo incazzare con i nostri 
> uffici dell'amministrazione che ci girano documenti in formato 
> proprietario e che non riesco a leggere in maniera adeguata con OOffice 
> per poterli compilare on-line...

Non te lo dico, non te lo avrei detto, la parte strettamente 
tecnica secondo me viene dopo.



>  > Ops. non ho fatto l'avvocato del diavolo come Elio ci aveva chiesto e
>  > come mi ero ripromesso.
> 
> INFATTI.
> scusate se insisto ma nessuno di voi ha neppure provato a fare un po' di 
> autocritica, forse convinto che la propria visione del mondo sia la piu' 
> giusta.

Su "computer nuovi" vs "computer riciclati" secondo me la 
discussione e' apertissima.

Anche su "Software Libero" vs "software non-Libero" e' aperta, 
ma in questo caso non posso non avere la risposta  :-P

Su "logistica" vs "avversita'" invece non c'e' discussione, c'e' 
solo da tirarsi su le maniche.


> e in bocca al lupo anche a voi, eh! Scusate, ma voi come pensate di fare 
> a Cuba? non mi pare di capire che ci sia una "ISF" come intermediaria 
> stavolta... per cui tutti i problemi che abbiamo discusso in questa 
> lista ve li troverete da risolvere da soli... come pensate di fare?

Ancora non abbiamo pensato. Direi che cercheremo una "ISF" che 
abbia contatti con Cuba (l'Associazione Italia-Cuba?)
Oppure ci sono volontari???


>  > Nella tematica trashware dobbiamo trattare tutte (e soltanto) quelle
>  > variabili che sono dipendenti dal software utilizzato nei pc inviati a
>  > progetti in quei paesi.
> 
> non sono d'accordo per i motivi elencati sopra...
> Avete anche voi un ruolo, e non indifferente, all'interno di questi 
> progetti. Quindi e' inutile nascondersi dietro posizioni arroccate ma 
> aprirsi al confronto e deicdere di volta in volta la sostenibilita' del 
> trashware come opzione. Questo vuol dire avere anche il coraggio di 
> rinucniare se si pensa che questa opzione NON sia la migliore!

Non volevo evitare la discussione, ma solo suddividerla come e' 
naturale fare per la mia attitudine alla dicotomia. Abbiate 
pazienza, ognuno ha i suoi problemi.


Individuo tre argomenti di discussione.

1) Come organizzare le spedizioni in PVS?
Logistica, trovare l'assistenza, mantenere i contatti...

2) Pc nuovi o pc vecchi?
Quanto costano i pc nuovi? Quanto costano i pc riutilizzati? 
Quanto costano "cash" e quanto costano "globalmente"?
Che "efficacia" abbiamo con tali pc?

3) Software Libero o Software non-Libero?


Il precedente mio messaggio e' stato un intervento un po' rude e 
non vuole evitare il confronto, ma evitare di rimestare tutto in 
un unico calderone. I tre temi sopra elencati possono, a mio 
avviso _devono_, essere trattati separatamente. Facciamolo.


> Ultima cosa: Terre future. Non credo che un dibattito pubblico su queste 
> tematiche sia conveniente per due ragioni:

Ok. Fra un paio d'ore incontro Jason di Unimondo. La tua 
osservazione e' arrivata in tempo.
sai... a volte mi faccio prendere dall'entusiamo  :-p



> rischiamo quindi di 
> perdere di vista il tema del ns dibattito, che secondo me ha molto piu' 
> senso a Genova questo sabato che non a Terre Future ad aprile.

Lo so. Ma io non posso. Se qualcuno del GOLEM potesse...

> Per cui, va bene dibattito chiarificatore tra di noi a Firenze, ma NON 
> pubblico, perche' dispersivo.

A Firenze io ci saro' di sicuro.

Ciao



-- 
Ciao
Hal  :o)    [ GnuPGKeyID: 19C156F3 ]

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