[Gulli] Cari Amici Linuxari...

scuol@lingua.it scuol@lingua.it
Mar 6 Set 2022 21:53:22 CEST


Alessandro Marzini via Gulli ha scritto:
> Mi dissocio completamente da questo fanatismo informatico e da questa 
> Google-Microsoft-Fobia.
>
> "scuole sorvegliate da Google e Microsoft", vabbè...rispolveriamo i 
> nostri Vic 20 ed i nostri modem a 1200bps...
> Libertà significa anche libertà di scegliere (essendo informati).
> Le università tra poco saranno le "metaverso" e qui si parla di 
> fermare uno Tsunami con una mano...meglio procurarsi una tavola da 
> surf ed imparare a cavalcare quell'onda per quanto gigante sia.
>
>
> Il giorno lun 5 set 2022 alle ore 00:19 Giacomo Tesio via Gulli 
> <gulli@lists.linux.it <mailto:gulli@lists.linux.it>> ha scritto:
>
>     Cari Amici Linuxari,
>
>     Sono Giacomo Tesio [1], padre, hacker, debianista dai tempi di Potato
>     e co-fondatore di Monitora PA.
>
>     Vi scrivo per invitarvi a lottare con noi.
>     Vi invito senza potervi promettere altro in cambio... che
>     risultati [2].
>
>
>     Il software libero sin dalle origini è stato un movimento politico
>     con l'obbiettivo di garantire la libertà cibernetica delle persone e
>     la loro autodeterminazione attraverso il software che utilizzano.
>     La possibilità di comprendere e modificare gli automatismi che le
>     circondano.
>
>     Oggi il FLOSS costituisce l'infrastruttura portante della
>     nostra epoca, il cui sviluppo è finanziato da multinazionali
>     che un tempo definivano il copyleft come "un cancro".
>
>     Eppure la libertà cibernetica delle persone intorno a noi non è mai
>     stata tanto in pericolo [3].
>
>     Mai nella storia umana è stato possibile sorvegliare ed orientare
>     individualmente i comportamenti di miliardi di persone, in modo
>     invisibile e senza l'uso della forza.
>
>     Individui e comunità sono vittime di un controllo capillare, continuo
>     ed automatizzato. Quando giocano [4], quando dormono [5], quando
>     studiano [6], quando lavorano [7], quando comunicano [8]. Ogni mail
>     [9], ogni SMS, ogni telefonata [10], ogni foto [11], ogni visita ad
>     ogni sito web [12], ogni acquisto [13], ogni visita medica [14], ogni
>     relazione personale o lavorativa [15], persino ogni colpo di tosse in
>     casa propria [16] arricchisce i profili predittivi utilizzati per
>     orientare impercettibilmente scelte economiche ed opinioni politiche.
>
>     Un potere a crescita esponenziale inedito nella storia
>     dell'umanità. [17]
>
>     Ciò che noi hacker abbiamo creato viene usata contro le persone
>     che amiamo.
>
>     Io voglio proteggerle.
>     Farò tutto ciò che è in mio potere per proteggerle.
>
>     E vi invito a fare altrettanto.
>
>
>     # La nostra generazione è fottuta
>
>     Ci siamo tutti fatti ingannare dalla gratuità dei servizi,
>     riconducendola intuitivamente all'etica del dono che
>     caratterizza da secoli diverse fedi religiose e ideologie
>     politiche diffuse in Europa.
>
>     Io stesso ho usato per anni strumenti di sorveglianza come
>     GMail, Facebook e LinkedIn, non comprendendone affatto la
>     natura estrattiva e i pericoli ad essa connessi per le
>     persone che amo.
>
>     Ma possiamo cambiare strada!
>
>     Come hacker, possiamo trovare soluzioni.
>
>     Almeno per i nostri figli!
>
>     Grazie alla DaD, sciaguratamente affidata ai capitalisti della
>     sorveglianza [18], vengono profilati nelle loro idee, nei loro dubbi,
>     nelle loro fragilità, nei voti, nei tempi di reazione, nei tempi di
>     battitura, nelle relazioni che hanno con insegnanti e compagni.
>     I loro volti, le loro voci e le loro abitazioni sono state cedute
>     per sempre a multinazionali su cui le nostre autorità riconoscono
>     di non avere alcun vero potere ispettivo.
>
>     E ogni nuovo bit raccolto da queste aziende duplica l'efficacia delle
>     manipolazioni cognitivo-comportamentali che effettueranno su di loro.
>     Per decenni. [19]
>
>
>     Io non voglio abbandonare le mie figlie nelle mani dei GAFAM.
>     Non voglio che possano influenzarne le scelte o determinarne le
>     opportunità.
>
>     E so per certo di non essere il solo.
>
>     Il 22 giugno 2020, pioniere come sempre [20], il Professor Angelo
>     Raffaele Meo scrisse all'allora Ministra dell'Istruzione affinché
>     sottraesse la Scuola pubblica al capitalismo della sorveglianza
>     e al software proprietario. [21]
>
>     Molti di voi firmarono quell'appello.
>
>     Rimase inascoltato.
>
>
>     # Una lotta cibernetica, nonviolenta ma senza quartiere
>
>     Monitora PA esige il rispetto della Legge.
>
>     Lotta per il rispetto dei diritti e dell'autonomia delle persone.
>
>     Viviamo in una società che stigmatizza il conflitto, ancorché
>     nonviolento, perché il conflitto dialettico funziona!
>     Sovverte gli equilibri di potere.
>
>     E noi siamo sovversivi, come i Partigiani che scrissero la nostra
>     Costituzione, stufi di vedere il nostro Paese violare le sue stesse
>     Leggi, danneggiare la propria economia e rinunciare alla sovranità del
>     proprio popolo per dipendere, succube, da multinazionali straniere che
>     anche quando usano o sviluppano software open-source, lo fanno a danno
>     delle libertà e dei diritti fondamentali dei nostri concittadini. [22]
>
>     Per questo abbiamo creato un osservatorio automatico distribuito che
>     al momento stiamo puntando sulla Pubblica Amministrazione da cui
>     esigiamo ed esigeremo sempre di più il pieno rispetto del GDPR e del
>     Codice di Amministrazione Digitale. Ed ancor prima, esigiamo il
>     rispetto dell'articolo 15 della nostra Costituzione.
>
>     In questo modo [23], migliaia di scuole, comuni e ospedali,
>     hanno smesso di usare Google Analytics e Google Fonts, sottraendo
>     gigabyte di dati personali al capitalismo di sorveglianza.
>
>     E chi persevera nel traffico di dati personali è stato e sarà
>     segnalato
>     al Garante della Privacy affinché venga severamente sanzionato.
>
>
>     Quei dati riguardano i nostri ragazzi. Dobbiamo fare di più.
>     E per farlo abbiamo bisogno di voi: delle vostre idee, delle vostre
>     domande, delle vostre energie.
>
>     Non per partecipare alle nostre azioni o per supportare Monitora PA.
>
>     Non basta.
>
>
>     In questo conflitto cibernetico multilaterale e globale [24] abbiamo
>     avversari numerosi, potenti e motivati che non si fanno scrupoli
>     a farsi scudo di realtà piccole ed indifese come le scuole.
>
>     Per salvare la Scuola dal lock-in dei GAFAM, servirà una terapia
>     d'urto.
>     Noi costringeremo le scuole a cambiare, ma avranno bisogno di aiuto.
>     Per questo vi scrivo.
>
>     Non vi chiedo di aiutare Monitora PA, ma le scuole che saremo
>     costretti
>     a defibrillare.
>
>
>     Sul nostro sito trovate una analisi preliminare sulle scuole
>     sorvegliate da Google e Microsoft:
>
>     - https://monitora-pa.it/2022/09/05/gafam-a-scuola_0.1.ods
>
>     E' una panoramica parziale, ma mostra quanto grave sia situazione.
>     Non possiamo girarci dall'altra parte! Dobbiamo agire!
>
>
>     Vi chiediamo mobilitarvi con i vostri iscritti, di contattare
>     le scuole più vicine, di sensibilizzarle sui rischi legali [25]
>     e cibernetici [26] che questi strumenti comportano e soprattutto
>     di informarle sulle molte alternative libere disponibili.
>
>     Aiutatele a scegliere con cura soluzioni che garantiscano davvero
>     i diritti degli studenti, che garantiscano davvero la "privacy by
>     design and by default" e non siano semplicemente sepolcri imbiancati,
>     basati su software libero ma eseguiti sui fumosi "cloud" dei GAFAM.
>
>     Aiutate docenti, studenti e genitori a comprendere l'enorme potere
>     insito nei dati personali ed il danno irreversibile che la loro
>     diffusione produce all'autonomia individuale e collettiva [27],
>     attraverso campagne creative e divertenti.
>
>
>     Hanno bisogno di voi.
>
>
>     Giacomo
>
>     Co-fondatore di Monitora PA
>     Web: https://monitora-pa.it
>     Matrix: #MonitoraPA:matrix.opencloud.lu <http://matrix.opencloud.lu>
>
>     [1]: https://www.tesio.it
>
>     [2]: https://monitora-pa.it/2022/07/26/MonitoraPA_results.html
>
>     [3]: https://monitora-pa.it/2022/08/28/Speciale_Elezioni_2022.html
>
>     [4]:
>     https://www.wired.com/story/video-games-data-privacy-artificial-intelligence/
>
>     [5]:
>     https://web.archive.org/web/20220822144932/https://www.newsnationnow.com/investigation/surveillance-state/google-gets-into-sleep-surveillance-with-new-nest-hub-screen/
>
>     [6]:
>     https://www.hrw.org/sites/default/files/media_2022/07/HRW_20220711_Students%20Not%20Products%20Report%20Final-IV-%20Inside%20Pages%20and%20Cover.pdf
>
>     [7]: https://publications.jrc.ec.europa.eu/repository/handle/JRC125716
>
>     [8]:
>     https://www.wsj.com/articles/facebook-knows-instagram-is-toxic-for-teen-girls-company-documents-show-11631620739?mod=hp_lead_pos7
>
>     [9]:
>     https://www.theguardian.com/technology/2021/may/09/how-private-is-your-gmail-and-should-you-switch
>
>     [10]: https://www.scss.tcd.ie/doug.leith/privacyofdialerandsmsapps.pdf
>
>     [11]:
>     https://www.nytimes.com/2022/08/21/technology/google-surveillance-toddler-photo.html
>
>     [12]:
>     https://w3techs.com/technologies/history_overview/traffic_analysis/all
>
>     [13]:
>     https://digitalcontentnext.org/wp-content/uploads/2018/08/DCN-Google-Data-Collection-Paper.pdf
>
>     [14]:
>     https://edition.cnn.com/2022/08/25/tech/google-abortion-labeling/index.html
>
>     [15]:
>     https://en.wikipedia.org/wiki/Facebook%E2%80%93Cambridge_Analytica_data_scandal
>
>     [16]: https://patents.google.com/patent/US10096319B1/en
>
>     [17]:
>     https://video.linuxtrent.it/w/sWFcXj4DpWPTkvdi7jA61u?start=41m06s
>
>     [18]: https://altreconomia.it/la-scuola-italiana-al-mercato-dei-dati/
>
>     [19]: https://gliasinirivista.org/a-scuola-da-google/
>
>     [20]:
>     https://gliasinirivista.org/scuola-e-universita-perche-preferire-il-software-libero/
>
>     [21]: https://scuolalibera.continuity.space/lettera-professor-meo
>
>     [22]:
>     https://copernicani.it/wp-content/uploads/2022/07/ContraChrome_IT_final.pdf
>
>     [23]:
>     https://www.infodata.ilsole24ore.com/2022/06/28/stretta-del-garante-privacy-italiano-google-analytics-ragione-monitorapa/
>
>     [24]: https://www.tesio.it/2022/02/12/I_Dati_della_Discordia.odt
>
>     [25]:
>     https://www.agendadigitale.eu/sicurezza/privacy/violazioni-privacy-e-pa-il-dirigente-rischia-di-tasca-propria-ecco-perche/
>
>     [26]:
>     https://www.wired.com/story/google-search-quietly-damaging-democracy/
>
>     [27]: https://zenodo.org/record/6439508
>     -- 
>     Mailing list info: https://lists.linux.it/listinfo/gulli
>     Pagina web del GULLI: www.linux.livorno.it
>     <http://www.linux.livorno.it>
>
>
Buonasera a tutti,

Volevo fare alcune osservazioni sul tema.

".....Se non fosse per i "capitalisti della sorveglianza" che hanno 
prestato le loro piattaforme Meet, Teams alle scuole, non oso pensare 
che fine avrebbe fatto la didattica a distanza in Italia."

La dad l'ho fatta come docente nel 2019-20. Non è stata una bella 
esperienza: questo non ha a che fare con il tipo di piattaforma ma con 
il tipo di didattica. Si può obiettare che la dad è meglio di nulla. Sì, 
ma ho amici insegnanti in Germania, Austria, Svizzera dove in quello 
stesso anno è stata fatta in misura minima ed hanno avuto un anno 
scolastico "quasi" normale. Dipende dalle scelte. E' un'osservazione 
"neutra", non polemica: si poteva concretamente fare in modo diverso.

Per quanto riguarda il problema sollevato da Giacomo Tesio, mi sembra 
che si riduca a questo: ci sono (pochissimi, forse uno di fatto) 
soggetti che possiedono tutte le informazioni su tutto e tutti. Questo 
gli (a loro, ..a lui) dà un potere incontrollato e, soprattutto, 
incontrollabile. Non si tratta di demonizzare nessuno: semplicemente ciò 
non va bene, secondo me, nemmeno se quel soggetto fossi io. Pensare che 
ci siano autorità in grado di controllare questo(i) soggetto(i) è 
illusorio.

Se ci sono dei servizi pubblici (scuola, sanità...) che danno servizi in 
(o utilizzano la) rete per le loro funzioni, le informazioni che 
raccolgono devono essere gestite dagli stessi soggetti pubblici; 
teoricamente anche da noi e in ogni caso con una possibilità di 
controllo molto superiore che se sono gestite da soggetti sui quali non 
possiamo in nessun modo intervenire. Se in internet, come nella società, 
ci sono servizi (per esempio il motore di ricerca) che sono di fatto 
monopolistici non credo che vada bene. Sarebbe opportuno creare 
un'alternativa pubblica slegata dall'attuale monopolista. Non per 
ragioni ideologiche o stataliste, per ragioni ..."liberiste", per dare 
un'alternativa e una scelta. Mi sembra che qualche anno fa la Merkel 
abbia detto qualcosa del genere....

Ritornando, in quest'ottica, alla dad: le piattaforme di cui si parla 
hanno preso i dati dei bimbi/ragazzi italiani dalle scuole dell'infanzia 
in sù. I genitori avevano un'alternativa? E' stata una scelta libera e, 
soprattutto, consapevole?
Si poteva fare diversamente? Per quel che ne so in Francia il Ministero 
dell'istruzione ha fatto una piattaforma sua. In Italia, prima del 
Covid; il MIUR, il CNR l'Enea hanno cotituito il consorzio GARR con la 
piattaforma Open Meet:
https://open.meet.garr.it/
a scopo di ricerca, istruzione, formazione...
Quando è iniziata la dad il Ministero, con una circolare, ha invitato le 
scuole a utilizzare la piattaforma Google Suite. Mi è stato detto che il 
servizio  Open Meet non è affidabile come Google, i server non reggono 
tutto il traffico etc. Bene chi impedisce al Ministero di fare una 
piattaforma adeguata allo scopo? Ci vogliono dei soldi? Ne sono stati 
spesi tanti...e comunque sarebbero un investimento per favorire 
competenze, conoscenze, iniziative di imprese del settore. Cioè con 
conseguenze positive anche economicamente.

Mi scuso per questo lunghissimo messaggio, che non ha intenzioni 
polemiche ma solo di comunicare alcune riflessioni, in parte derivate 
dalle mie esperienze di insegnante.

Saluti a tutti.

Giuseppe Porciani




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