DISCUSSIONE: Linee guida e principi da seguire nella traduzione

Alessio Dessi tp@lists.linux.it
Fri Mar 21 00:21:01 2003


On gio, 2003-03-20 at 20:36, Matteo De Luigi wrote:
> On Thu, Mar 20, 2003 at 06:42:58PM +0100, Alessio Dessi wrote:
>  
> > > 
> > > In questo gruppo di traduttori si Ŕ scelto di usare la forma
> > impersonale
> > > per risolvere il problema: non Ŕ ne troppo formale ne troppo
> > confidenziale,
> > > rispetta la neutralitÓ della forma inglese.
> 
> Adesso a memoria non ricordo cosa facciano Win, DOS e Mac, ma mi
> pare di ricordare che usino l'impersonale. Chi sa, confermi o smentisca.
> > > Altri gruppi di traduzione (KDE, Mandrake, ...) hanno scelto di dare
> > del tu
> > > all'utente. La documentazione scritta di Mandrake usa il "voi"...
> Mandrake Ŕ francese, la cosa si spiega ;)
> 
> > > Non conosco nessuno che dia del "lei".
> 
> E per fortuna!
> 
mi associo .. per fortuna
>  
> > a tal proposito a me piacerebbe che le cose cambiassero .... sopratutto
> > per quello che riguarda i messaggi diretti esclusivamente agli utenti
> > finali ... devono essere facili da capire .. e non c'e' niente di male a
> > rendere un programma piu' comprensibile di quanto fosse la verisone
> > inglese ...  l'unica cosa ci ci dobbiamo imporre e' che non sia meno
> > comprensibile ... ma ben vengano le traduzione che rendono un programma
> > + chiaro dell'originale in inglese ...
> 
> > sappiamo tutti che non e' mica
> > una cosa automatica che siccome uno e' bravo a programmare sia anche
> > bravo e chiaro nello scrivere ile stringhe dell'interfaccia .... quindi
> > miglioriamo .. e dove possibile interagiamo con lo sviluppatore
> > facendogli migliorare e rendere + chiaro il programma anche nella
> > versione inglese .. ma se lui fosse reticente ... nessun problema .. ma
> > almeno la versione italiana .. che sia + chiara possibile
> 
> ╚ giusto cercare di migliorare la comprensibilitÓ. Io stesso ho
> spezzato frasi troppo pesanti e contorte in pi¨ frasi semplici, ho
> modificato l'ordine di alcuni enunciati e cose simili.

> Una cosa che per˛ molti credono sacrosanta ed invece va evitata come la
> peste Ŕ sostituire termini tecnici con termini pi¨ semplici ma imprecisi
> cosý "l'utente inesperto si spaventa meno e capisce di pi¨".

secondo me questa invece e' una cosa che va vista di volta in volta a
seconda del programma e del tipo di stringa (ad esempio se e' un
messaggio di aiuto o una voce di menu') oppure porvare a contattare
l'autore proponendo la stringa che magari non contiene il termine
tecnico .... magari quando l'ha scritta voleva comunicare uun certo
concetto ed essendo lui un tecnico gli evenuto semplice unasre dei
termini tecnici ... ma di fronte ad una stringa magari scritta in modo
meno tecnico e magari anche leggermente meno preciso ... potrebbe
comunque pensare che soddisfi l'obbiettivo comunicativo che aveva la
stringa originaria ... nonta che questo non vuol dire per forza che
abbia la stessa precisione ... 

quello che voglio dire e' che sta a noi traduttori trovare i punti in
cui la precisione tecnica della stringa originaria e' oltre la
necessita' reale rendendo il programma meno chiaro al target di utenti a
cui si propone 

questo sicuramente ci portera' via + tempo ma sarebbe un grosso passo in
avanti nel migliorare la qualita' dell'interfaccia.

e che lo si voglia ammettere o no la maggior parte degli utenti non sono
tecnici e quindi i programmi che non sono destinati a tecnici vanno
tradotti tenendo conto delle esigenze e delle capacita' dell'utente
normale e non di quelle del tecnico.

anche se nel programma originario non se  ne' tenuto conto .. in quesot
caso si deve cercare di avere un ddialogo ed il consenso dell'autore .. 

> Il problema Ŕ stabilire dove tirare la riga di confine per stabilire se
> una traduzione sconfina dalla "semplificazione" allo "snaturamento".
> 
e' esattamente questo + come dicevo capire quando si ha e si deve avere
+ liberta' e quando meno

> La lista ne ha giÓ discusso profusamente, si Ŕ deciso che la prova Ŕ
> che la traduzione deve soddisfare gli utenti esperti. Se gli utenti
> esperti approvano una traduzione anche se Ŕ stato "ritoccato"
> qualcosa qua e lÓ, Ŕ accettabile. Se gli esperti non approvano,
> significa che ci si Ŕ allontanati troppo dal significato origniale.

questa e' una buona regola ... ma non e' detto che vada bene in assoluto
... l'utente esperto e' in grado di apprezzare le piccole differenze di
significato tra una striga tradotta in un modo o nell'altro pero' non e'
sempre detto che riesca a valutare correttamente la perdita di
informazione necessaria a rendere piu' chiara ad un utente normale la
traduzione, questo  naturalmente naturalmente nei due sensi ... mi
spiego io potrei valutare bouna una traduzione dove c'Ŕ invece troppa
perdita di informazione ... e quindi nonostante sia un tecnico sto
sbagliando la valutazione .. oppure un'altro puo sbagliare nel senso
contrario .... 

quello che voglio dire e che discutendone tra di noi ed avendo come
obbiettivo quello della chairezza penso che potremmo prendere nella
maggior parte dei casi la decisione giusta ... ma e volgio porre
l'accento su questo ... avendo come obbiettivo la chiarezza e non
soltanto la precisione .... come secondo obbiettivo a questi metterei
l'eleganza della traduzione

> 
> > > Poi abbondano gli esempi di traduzioni troppo libere in GNU/Gnome e di
> > frasi tradotte
> > > troppo letteralmente, al limite dell'incomprensibilitÓ, in KDE e
> > Mandrake  ;-)
> > > 
> > e' chiaro ... anche io nonostante mi sforzi di  tradurre le stringhe nel
> > modo + chiaro possibile non ci riesco sempre ...
> E per questo ti ringraziamo
> 
> > .. io mi impegno
> > perche' questo avvenga ma senza il contributo di tutti in questo senso
> > e' difficile lavorare ..

> Mi dispiace, ma non capisco cosa intendi dire.

volgio dire che anche sei io volgio fare la traduzione + bella del
monfdo + chiara possibile e questo sia il mio obbiettivo ... anche io ho
i miei limiti e ho bisogno di confrontarmi con voi per migliorare ...e
non di poco il mio lavoro ...

> > perche' va bene essere precisi nella traduzione
> > ma questo non a costo della chiarezza...
> 
> Dipende da cosa intendi per "Chiaro...."

l'interfaccia deve essere chiara per  gli utenti per cui e' scritta .. e
di solito non sono tecnici ... o per lo meno ... ci stiamo muovendo in
una direzione in cui ci sono sempre + utenti normali ... gli utenti
lilnux sono sono + solo e soltanto smanettoni ... come eravamo
all'inizio ... secondo me ora dobbiamotenere conto di questo ... cosa
che forse preima poteva essere trascurata .. ora no


> 
> Dobbiamo fare delle traduzioni precise e corrette il pi¨ chiare
> possibile.
> 
scusa mi permetto di cambiare l'ordine in base all'importanza che gli do
io

le traduzioni devono essere

1)corrette
2)il + chiare e precise possibile (la precisione e la chiarezza hanno +
o - la stessa importanza ma secondo qual'e' il target dell'applicazione
una e' + importante)
3)piacevoli da leggere ..(non so come dirlo in altro modo ma alle volte
leggendo la traduzione di certe stringhe mi viene un nodo allo stomaco)

nonostante la piacevolezza sia la meno importante e' ugualmente molto
importante .... io sono stato sempre un sostemitore di gnome fin da
quando e' nato .. ora che arrivano nuovi utenti la loro scelta tra KDE e
gnome potrebbe anche essere determinata da quanto trovano confortevole
l'interfaccia del desktop e dei programmi che usano

quindi per chi ancora non lo avesse capito noi possiamo giocare un ruolo
importante in questa partita ... ma dobbiamo attrezzarci per farlo al
meglio e per farlo dobbiamo capire qual'e' il modo migliore per buttare
giu' l'avversario (KDE) ;-)

Alessio